11 Agosto Edith Wharton

11 Agosto Edith Wharton

Oggi vogliamo ricordare la prima donna che vinse il premio Pulitzer per il romanzo “L’età dell’innocenza”

Edith Wharton fu una nota scrittrice del secolo scorso. Tramite i suoi scritti è possibile conoscere le numerose sfaccettature della vita e delle scelte del mondo femminile di fine 1800 ed inizio 1900.

In molti romanzi critica apertamente il matrimonio come contratto economico e ce lo racconta in molti modi differenti, dal suo primo grande successo “La casa della gioia” (1905) fino a “L’età dell’innocenza” (1920) con cui vinse il prestigioso premio Pulitzer, prima donna nella storia.

 

Molti i temi su cui riflettere: divorzio, maternità, incesto,eutanasia …

Solo in tempi recenti molti dei suoi scritti sono stati rivalutati e ristampati con traduzioni più “moderne” ed adeguata alla capacita di Edith Wharton di raccontare un epoca ed i cambiamenti radicali a livello sociale e morale, dal punto di vista femminile.

 

Tra i personaggi dei suoi romanzi è possibile incontrare ogni tipo di donna:

  • Dame sofisticate dell’alta società americana amanti della moda e del lusso e capaci di vivere il matrimonio per puro interesse ed arrivismo.
  • Giovani intrappolate in matrimoni insoddisfacenti e costrette a soccombere all’infelicità per convenzioni sociali rigide ed opprimenti.
  • Ragazze che a causa di un’educazione troppo rigida rinunciano all’amore e alla sessualità
  • Donne coraggiose che cercano se stessa sfuggendo da una società frivola e ipocrita
  • Ombre insoddisfatte, senza alcuna possibilità di realizzarsi attraverso il lavoro o l’espressione artistica.
  • Fanciulle fragili, psicologicamente complesse, lacerate da conflitti interiori e scrupoli morali, destinate all’infelicità e a una fine tragica.
  • Donne di classi sociali umili, che vivono la sessualità in modo più spontaneo e finiscono per pagarne le conseguenze.

 

Mentre ogni altro pensiero si faceva sempre più confuso e irreale fino a ridursi a quell’incerto baluginio che assume il mondo per chi ci vede poco, la presenza del signor Royall prese a stagliarsi su quello sfondo indistinto con la salda robustezza di una roccia. Aveva sempre pensato a lui, come a un essere odioso che le intralciava il cammino, ma che poteva sconfiggere e domare, a suo piacimento. Solo una volta, il giorno della cerimonia, mentre i frammenti sparsi del suo discorso fluttuavano nella sua mente sconvolta, aveva intuito la presenza di un altro essere, un essere assai diverso dal nemico ottuso con cui divideva la sua vita, che, oltre la nebbia infuocata dei suoi sogni, si stagliava innanzi a lei con sorprendente precisione. Allora per un attimo le sue parole e il tono con cui le aveva pronunciate le avevano fatto intuire perché l’avesse sempre giudicato un uomo solitario. Ma ben presto la nebbia del sogno l’aveva nascosto di nuovo, facendole dimenticare quella fuggevole impressione

 

Fonti: lindice, aforismi

 

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