Natalia Ginzburg
Citazioni ed Aforismi,  Passione scrittura

14 Luglio – Natalia Ginzburg

Proseguiamo con le massime di vita di autori, filosofi, poeti e artisti noti.

Oggi abbiamo scelto per voi una frase toccante di Natalia Ginzburg

„Essere capiti

vuol dire

essere presi

e accettati

per quello che siamo.“

 

Quanta verità in questa frase toccante nella sua semplicità!

Colpita da questa affermazione ho deciso di documentarmi un po’ di questa autrice, uno dei molti volti femminili della letteratura italiana di cui poco si parla.

Vita e bibliografia di Natalia Ginzburg

Natalia Levi, di origine triestina, nasce a Palermo il 14 luglio 1916 da famiglia ebraica.

Trascorre un’infanzia triste e solitaria anche a causa delle tristi vicende accadute in famiglia, il padre e i suoi tre fratelli furono imprigionati e processati per antifascismo. La sua emarginazione combinata ad un’intelligenza acuta ed al profondo desiderio espressivo porteranno la piccola Natalia a dedicarsi alla scrittura fin dalla tenera età, basti pensare che il suo primo racconto “I bambini” venne pubblicato sulla rivista “Solaria” quando l’autrice aveva solo diciotto anni.

 

 

  • Nel 1938 sposò Leone Ginzburg, da qui la scelta del suo nome d’arte, docente universitario, rivoluzionario antifascista e collaboratore di Giulio Einaudi nella casa editrice
  • Nel 1942 pubblica il primo romanzo con uno pseudonimo (Alessandra Tornimparte) “La strada che va in città”
  • Nel 1944 Natalia, rimasta vedova dopo l’uccisione del marito nel carcere di Regina Celi, riprende la collaborazione con Einaudi e tre anni dopo pubblica il secondo romanzo “È stato così”
  • Nel 1950 sposò , Gabriele Baldini, critico letterario,  docente e direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra.
  • Nel 1952 pubblicò Tutti i nostri ieri
  • 1957  “Valentino” vinse  il premio Viareggio.
  • Nel 1961 è la volta di “Le voci della sera” e l’anno successivo “Le piccole virtù”
  • Nel 1963 vince il premio Strega con Lessico famigliare

Ma, se dal punto di vista professionale gioie e soddisfazioni non mancano, nella vita privata un nuovo dolore la sconvolse e nel 1969 rimase nuovamente vedova

Negli anni settanta pubblica altri libri, raccolte e saggi

 

Nel 1983 viene eletta al Parlamento, come indipendente nelle liste del Pci.

Muore a Roma tra il 6 e il 7 ottobre 1991.

 

Raccogliendo informazioni su Natalia mi sono soffermata su alcuni articoli in cui veniva descritta coma una donna forte attiva in iniziative per la difesa dei diritti e contro il razzismo, ma allo stesso tempo semplice, capace di un linguaggio chiaro.

 

Dice di lei Laura Balbo in un trafiletto:

 

Natalia, nel ricordo, è proprio lei: affettuosa con le persone che le sono attorno, molto consapevole dei problemi umani e politici del mondo di cui siamo parte. Schiva e discreta. Silenziosa, in molte occasioni. Sempre attenta. La sua presenza non si deforma, non si appanna.
È la persona grazie alla quale ho capito come incontrare generazioni, esperienze, e pezzi di storia differenti da quelli che viviamo, possa costituire un “ponte” molto importante – se lo sappiamo utilizzare – per imparare, in qualche modo, a vivere: consapevoli, anche fiduciosi. Ci sono momenti e aspetti difficili, della vita e della storia; ma magari, andando avanti, di tutto questo capiremo il senso. Quel che succede attorno a noi, cercare di capirlo; e riuscire a fare la nostra parte. Non starne fuori, o ai margini. Un disorientamento estremamente attento, che sta tutto nella misura dell’umano. Questo c’è nei suoi scritti.

 

Lella Dellea

OurFreeTime

Fonte:Italialibri, treccani, enciclopediadelledonne

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