25 Maggio 2019 - Ralph Waldo Emerson
Citazioni ed Aforismi

25 Maggio 2019 – Ralph Waldo Emerson

La citazione di oggi è dedicata ad un filosofo tanto brillante quanto sottovalutato, Ralph Waldo Emerson

La vita di Ralph Waldo Emerson

Nato il 25 Maggio 1803 , rimane orfano di padre a soli 8 anni poco prima di iniziare i suoi studi presso Boston Public Latin School .

  • Nel 1917 inizia a frequentare i corsi ad Harvard ed inizia ad annotare pensieri , osservazioni e riflessioni in diari (Journal), abitudine che manterrà per gran parte della sua vita.
  • Dal 1821, dopo aver conseguito la laurea, insegna in una scuola femminile e frequenta i corsi di teologia
  • Nel 1829 si sposa e viene ordinato pastore della Chiesa unitaria (l’unitarianismo è quella dottrina teologica che afferma l’unicità assoluta di Dio, negando quindi il dogma trinitario, l’incarnazione e la divinità di Cristo).

Sfortunatamente solo due anni dopo la moglie, diciannovenne, muore lasciandolo solo. Deluso ed amareggiato abbandona il suo incarico di pastore ed inizia a viaggiare visitando molti paesi d’Europa dove ebbe modo di incontrare Wordsworth, Coleridge, J.S. Mill e Thomas Carlyle.

  • Nel 1833 , rientrato a Boston, inizia la sua carriera di lecturer ( professore universitario e conferenziere)
  • Nel 1836 , un solo anno dopo il secondo matrimonio, pubblica il suo primo libro “Natura”
  • Nel 1841 Pubblica la raccolta Saggi (che contiene La fiducia in sé stessi, L’oltreanima, Cerchi, Storia)
  • Nel 1844 Pubblica il volume Saggi, seconda serie (che contiene Il poeta, L’esperienza, Nominalismo e Realismo).
  • 1850 Pubblica Uomini rappresentativi (una raccolta di saggi dedicati a Platone, Swedenborg, Montaigne, Goethe, Napoleone).

Nella seconda metà degli anni ’40 si dedicò ad una serie di Lectures in terra inglese , dove ebbe modo di analizzare la realtà al punto di scrivere e pubblicare un nuovo saggio dal titolo “Caratteristiche inglesi”

1860  Pubblica Condotta di vita (che contiene Cultura e Destino).
1870  Pubblica Società e solitudine. Allestisce e presenta sedici lectures per la Facoltà di Filosofia di Harvard.

 

Dopo un periodo in cui riprese a viaggiare non solo in Europa ma anche in Egitto Muore a Concord il 27 aprile 1882

 

Per chi si accinge a leggere le opere di Ralph Waldo Emerson con attenzione è importante sottolineare le differenze tra gli scritti del giovane e del vecchio Emerson.

Si parte dall’ottimismo espresso in  “Natura” e dalla freschezza di “La fiducia in se stessi” per giungere alla disillusione del finale de “L’esperienza” e la quasi apatia di “Destino” .

 

“una volta pensavo che il potere creativo e positivo fosse tutto. Ora ho imparato che il potere negativo, o le circostanze contingenti, sono la metà di questo tutto”.

Molti critici e letterati sostengono che per quanto riguarda l’evoluzione dell’ uomo e del saggista e filosofo Emerson,  “L’esperienza” può essere considerato un saggio chiave, uno scritto di transizione ( è importante tener presente che poco tempo prima Emerson perse il figlio Waldo, di soli cinque anni, a causa della scarlattina) .

I toni sono naturalmente tristi: Emerson ci parla di confusione, turbamento, sconvolgimento, oscurità.

Seppur con toni differenti la visione della condizione umana del nostro autore  rimane sostanzialmente invariata lungo tutta la sua opera.

In generale esprime fiducia nelle potenzialità umane, considerando l’essere umano capace di un grande passo avanti ma gravato da un peso, un fardello che soffoca la fiducia dell’uomo in se stesso e ne opprime la volontà.

Grazie alla curiosità , all’amore per i viaggi e al livello di cultura elevato Emerson ebbe modo di ispirarsi a svariate correnti di pensiero: il romanticismo inglese e tedesco, il neoplatonismo, il kantismo e addirittura l’induismo.

Intere generazioni di scrittori e intellettuali americani risentirono della sua influenza, a partire dall’amico Henry David Thoreau fino a John Dewey, senza tralasciare il fatto che anche un pensatore del calibro di Friedrich Nietzsche ne apprezzò esplicitamente gli scritti.

 

Il ruolo di lecturer di Ralph Waldo Emerson

Egli parlava nei Lyceums, qualcosa di simile agli odierni circoli culturali, ad un pubblico costituito da persone in carriera, da self-made men. Una lecture durava solitamente un’ora, massimo un’ora e mezza: Emerson poteva tenere fino a ottanta conferenze l’anno, conseguendo un reddito vicino a quello di un normale professore di college. Emerson è generalmente considerato il massimo esponente di quella corrente filosofica fiorita specialmente a Boston e definita “trascendentalismo americano”. Il nostro autore, al pari degli altri “trascendentalismi”, si ritiene erede legittimo della tradizione kantiano-fichtiano-schellinghiana, ma legge poi la filosofia trascendentale attraverso le lenti interpretative del Romanticismo, finendo in tal maniera per riconoscere la superiorità assoluta del sentimento sulle altre facoltà conoscitive. Il suo pensiero, dunque, non deve essere qualificato come “filosofia trascendentale”, bensì come “trascendentalismo”.

 

„Ridere spesso e di gusto; ottenere il rispetto di persone intelligenti e l’affetto dei bambini; prestare orecchio alle lodi di critici sinceri e sopportare i tradimenti di falsi amici; apprezzare la bellezza; scorgere negli altri gli aspetti positivi; lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola o del riscatto da una condizione sociale; sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito. Ecco, questo è avere successo.“

Origine: https://le-citazioni.it/autori/ralph-waldo-emerson/

Fonte: Filosofico.net

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