3 Giugno Nazim Hikmet
Citazioni ed Aforismi

3 giugno 2019 – Nazim Hikmet

Oggi vi proponiamo una bella frase di Nazim Hikmet , noto poeta Turco, premio Nobel per la pace e precursore della poesia moderna nel suo paese.

Breve biografia di Nazim Hikmet

 

Nazim Hikmet nacque a Salonicco. Il padre Nazim Hikmet Bey era funzionario di stato e la madre, Aisha Dshalila, pittrice.

Studiò nel liceo di lingua francese di Galatasaray (Istanbul) e successivamente si iscrisse all’Accademia della Marina militare che dovette però lasciare per ragioni di salute.

Fu uno dei primi poeti ad utilizzare il verso libero in Turchia ed è considerato il primo poeta turco moderno. Le sue poesie hanno avuto successo in molti paesi occidentali e sono stati tradotti in cinquanta lingue.

Lavorò per un breve periodo come insegnante la sua adesione al partito comunista e le sue simpatie per le teorie di Marx non giovarono alla sua reputazione.

  • Nel 1922 fu condannato pubblicamente e costretto ad un esilio volontario in Russia dove si dedicò allo studio della sociologia ed ebbe modo di conoscere importanti personalità dell’epoca.
  • Nel 1924 rientrò clandestinamente in patria ed iniziò una collaborazione con Ankara Independence Tribunal, e fu nuovamente condannato ai lavori forzati.
  • Nel 1926 riuscì a fuggire nuovamente e a tornare in Russia dove si dedicò alla poesia e alla stesura di opere teatrali
  • Nel 1928, dopo l’amnistia riuscì a rientrare in patria ma nei cinque anni successivi passò molto tempo in carcere per reati veri e presunti legati al comunismo. In questo periodo scrisse romanzi, opere teatrali, articoli e  pubblicò 5 raccolte e 4 poemi innovativi e vero esempio di innovazione della poesia turca non solo per la presenza del verso libero e l’ assenza della metrica tradizionale ma anche per le tematiche trattate.
  • Nel 1938 fu nuovamente arrestato e questa volta la condanna fu pesante ( 28 anni di carcere) per attività anti-naziste e anti-franchiste e con l’accusa di aver tentato di incitare, con le sue opere, la marina turca alla rivolta.

Nei lunghi anni di prigionia scrisse le sue maggiori opere. I toni divennero più seri, diretti , ma non ebbe modo di vedere le sue fatiche pubblicate

  • Nel 1949 ottenne nuovamente la libertà grazie all’ intercessione di personaggi di un certo spessore come  , Jean-Paul Sartre e Pablo Ricasso.
  • Nel 1950 gli venne conferito il premio Nobel per la pace.

Le ostilità nei suoi confronti si inasprirono maggiormente e dopo due tentativi di assassinio da parte del governo turco Hikmet si vide costretto a fuggire nuovamente a Mosca, il poeta racconta questi episodi tramite missiva all’ amica Simone De Bauvoir.

A Mosca gli fu assegnato un alloggio nella colonia di scrittori di Peredelkino

Nonostante un secondo attacco cardiaco, nel 1952, Hikmet viaggiò molto in quegli anni; attraverso l’Europa, il Sud America e l’Africa.

Morì a Mosca per l’ennesima crisi cardiaca il 3 Giugno 1963 a 62 anni d’età.

 

Concludiamo con una sua poesia.

Alla vita

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

 

Fonti: Biografieonline, Libreriamo.it,

Lella Dellea

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