31 Maggio 2019 Walt Whitman
Citazioni ed Aforismi

31 Maggio 2019- Walt Whitman

A 200 anni dalla nascita ricordiamo il grande autore, poeta e giornalista Walt Whitman

 

Le poesie di Walt Whitman

 

Per ricordarlo degnamente vorremmo oggi proporvi delle citazioni, partendo d un piccolo estratto dalla sua opera più conosciuta “Foglie d’erba”

 

„Sono quel che sono, e questo è sufficiente, E se nessun altro al mondo se ne accorge, sono contento, E se tutti se ne accorgono sono ugualmente contento. C’è un mondo intero che se ne accorge, e per me di gran lunga il più grande, E questo sono io, E se arrivo a capirmi oggi o tra diecimila o dieci milioni di anni, Posso accettarlo allegramente ora o, altrettanto allegramente, posso aspettare. Il mio punto d’appoggio è cementato e mortasato nel granito, Rido di ciò che tu chiami dissoluzione, e conosco l’ampiezza del tempo. Sono il poeta del corpo, E sono il poeta dell’anima.“ — Walt Whitman libro Foglie d’erba

 

 

Walt Whitman fu il primo poeta moderno ad utilizzare comunemente il verso libero. Come esempi non potevamo che citare una delle sue poesie più note ed amate  “O capitano, mio capitano!” scritta dopo la morte di Lincoln.

 

O capitano, mio capitano!

O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,
la nave ha superato ogni ostacolo, l’ambìto premio è conquistato,
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
occhi seguono l’invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;
ma o cuore! Cuore! Cuore!
O gocce rosse di sangue,
là sul ponte dove giace il Capitano,
caduto, gelido, morto.

O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;
risorgo – per te è issata la bandiera – per te squillano le trombe,
per te fiori e ghirlande ornate di nastri – per te le coste affollate,
te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;
ecco Capitano! O amato padre!
Questo braccio sotto il tuo capo!
E’ solo un sogno che sul ponte
sei caduto, gelido, morto.

Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili,
non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,
la nave è all’ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,
la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;
esultate coste, suonate campane!
Mentre io con funebre passo
Percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.

 

e “Canto di me stesso” che esprime in modo esemplare l’unicità di Withman

 

Che cos’è l’erba?
Mi chiese un bambino portandomene a piene mani;
come potevo rispondergli?
Non so meglio di lui che cosa sia.
Suppongo che sia lo stendardo della mia vocazione,
fatto col verde tessuto della speranza.
O forse è il fazzoletto del Signore,
un ricordo profumato lasciato cadere di proposito,
con la cifra del proprietario in un angolo
sicchè possiamo vederla e domandarci di chi può essere?
O forse l’erba stessa è un bambino,
il bimbo generato dalla vegetazione.
O un geroglifico uniforme che voglia dire,
crescendo tanto in ampi spazi che in strette fasce di terra,
fra bianchi e gente di colore, Canachi, Virginiani,
Membri del Congresso, gente comune,
io do loro la stessa cosa e li accolgo nello stesso modo.

 

 

Come sempre vi auguriamo Buona Lettura e vi invitiamo ad approfondire l’argomento e a condividere con noi opinioni ed informazioni !

Lella Dellea

OurFreeTime

Fonti:

lisoladellapoesia

le citazioni

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