7 Giugno 2019 Dorothy Parker

7 Giugno 2019 Dorothy Parker

Oggi ricordiamo la dipartita di una donna eccentrica, intelligente e determinata che lasciò i suoi scritti in eredità a Marthin Luther King

Dorothy Parker rappresenta l’icona di donna indipendente e un pò snob della New York dei primi decenni del ‘900 .

Emancipata, libera,coraggiosa ma anche fragile e sola.

 

 

Intellettuale loquace ed eccentrica, nonché brillante scrittrice newyorchese, Dorothy Parker si è dedicata sia al giornalismo mondano che alla stesura di romanzi, distinguendosi sempre per uno stile elegante e finemente arguto.

Nelle sue poesie e nei suoi racconti trasparivano soventemente la sua profonda malinconia e il suo senso di auto-distruzione, da lei filtrati però con impeccabile stile e squisito cinismo.

 

Dorothy Parker,  nata Dorothy Rothschild , venne alla luce il  il 22 agosto 1893.

Perse la madre a cinque anni. Nonostante il padre fosse ebreo e la matrigna protestante, Dorothy andò a scuola in un istituto cattolico, da cui fu espulsa quando definì l’Immacolata Concezione una “combustione spontanea”.

Iniziò a scrivere in giovane età e già nel 1917 iniziò a lavorare come cronista per  “Vanity Fair”, a cui seguirono  collaborazioni anche per il “New Yorker” e “Vogue”.

Si fece  notare per il suo stile brillante e scorrevole ma schietto e diretto , talvolta cinico e spesso sarcastico.

Sempre nel 1917 la scrittrice sposò Edward Pond Parker II,anche se la convivenza durò poco a causa della guerra prima e di gravi problemi di alcolismo poi.

A partire dai primi anni ’20, Dorothy Parker divenne l’eccentrica animatrice dell’ambiente giornalistico, letterario e teatrale e frequentò personaggi illustri, geniali ed eccentrici quali

George S. Kaufman, Alexander Woollcott, Edna Ferber e Robert Sherwood oltre al critico Robert Benchley con cui Dorothy creò un forte legame d’amicizia.

Nel 1922 iniziò una tormentata relazione con  Charles MacArthur che si concluse con l’atroce esperienza di un aborto, questo episodio rese Dorothy ancor più disillusa e pungente.

La lingua tagliente, la passione per gli alcolici e lo stile di vita disinibito contribuirono a renderla un personaggio: denominandola  la “donna più spiritosa di New York“.

Sempre in quell’anno appoggiò la protesta contro la pena di morte decisa per Sacco e Vanzetti

Nel 1929 vinse il celebre premio letterario O. Henry Prize con la novella  “Big Blonde”.

Negli anni ’30 nonostante le numerose opere letterarie e poesie da lei scritte fossero di ottima qualità la depressione e l’alcolismo la resero ancor più fragile e instabile .

 

In un suo componimento l’autrice stessa parlò del suo tentativo di togliersi la vita:

I rasoi fanno male,

i fiumi sono freddi,

l’acido lascia tracce,

le droghe danno i crampi,

le pistole sono illegali,

i cappi cedono,

 il gas è nauseabondo…

Tanto vale vivere“.

( da Rèsumé)

 

Nel 1933 sposò lo scrittore Alan Campbell, con cui collaborò anche a livello professionale , verso la metà degli anni ’30, quando, ad Hollywood, si dedicò al ruolo di sceneggiatrice.

E’ loro la sceneggiatura delle prima versione di “È nata una stella” (A Star is Born, 1937) di William A. Wellman, nominato all’Oscar.

Nel 1937 si recò nella Spagna della Guerra Civile per appoggiare le azioni Lealiste

Nel 1939 , grazie alla pubblicazione della raccolta di racconti “Il mio mondo è qui” (Here Lies), ottenne la fama internazionale, venendo riconosciuta ufficialmente come “grande scrittrice”.

Nel 1945  l’amato Robert Benchley morì per un’emorragia cerebrale, e intanto i rapporti con Campbell peggiorarono : i due infatti divorziarono nel 1947, si risposarono nel 1950 e si separarono di nuovo nel 1953, per riconciliarsi di nuovo nel 1957, stando così insieme fino alla morte di lui, avvenuta nel 1963.

Trascorse gli ultimi anni in una stanza d’hotel a New York, con gravi problemi di salute e pochi soldi in tasca.

La straordinaria Dorothy Parker si spens sola e alcolizzata il 7 giugno 1967, all’età di settantaquattro anni.

 

L’autrice lascia erede universale dei suoi scritti nientemeno che Martin Luther King, di cui era una sostenitrice.

L’ultimo suo colpo di genio è l’epitaffio che si è fatta scrivere sulla tomba:

Scusate la polvere“.

OurFreeTime

 

Fonti: astoriaedizioni, biografieonline

263total visits,1visits today

Lascia un commento