A second Christmas Chance

“A second Christmas Chance” di Morgane Le Faye

Come promesso partiamo oggi con il contest “Racconti invernali”

Il primo racconto ci è stato inviato da Morgane Le Faye

Trattandosi di un blog aperto, dopo la lettura sentitevi liberi di fare domande e esprimere opinioni, saremo lieti di inoltrare le vostre richieste all’autrice… e ora Buona Lettura !

 

 

A second Christmas Chance

Quella sera Thomas si sera trovato a girovagare per le strade innevate senza una meta precisa, l’aria fredda del 22 dicembre gli pungeva la faccia e gli gelava le guance ma lui sembrava non preoccuparsene, da più di un anno oramai non sentiva più niente, né freddo né caldo né emozioni, da quando aveva detto addio a lei, a Caroline, il suo unico amore, la sua unica ragione di vita.
Se avesse saputo comporre melodie o creare versi da poeta, lei sarebbe stata la sua unica musa tanto era l’amore che nutriva per lei.
Invece, un anno prima, proprio sotto Natale, l’aveva cacciata via da casa sua accusandola di averlo tradito.
All’inizio proprio non voleva credere che la sua Caroline amasse un altro ma quando una loro amica in comune, Emma, si era recata a casa loro con delle foto sul telefonino in cui si vedeva chiaramente lei che poggiava le labbra su quelle di un altro uomo, che lo abbracciava con un trasporto mai visto verso altri e che gli poggiava la testa sulla spalla in un gesto di assoluta complicità a Thomas non restava altro che ricredersi e farla finita al più presto con lei.
I suoi “ti amo” non erano veri, i suoi baci e le sue carezze erano avanzi di gesti d’amore riservati ad un altro e si sa dopo un po’ gli avanzi puzzano e a lui sembrava di sentirselo addosso quell’odore di stantio e di andato a male.
Col cuore a pezzi aveva atteso il ritorno di Caroline in quella che era la loro casa con la testa che gli scoppiava e con una rabbia sempre più crescente dentro di lui, una rabbia che non sapeva frenare e che aumentava col passare dei minuto.
Non aveva dovuto aspettare molto, circa un’ora e lei era lì, mai gli era parsa così bella come quella sera aveva le guance rosse e un po’ più piene e gli occhi le brillavano di una nuova luce.
“Segno che è stata con lui e che si devono essere divertiti parecchio” pensò Thomas oramai accecato dalla gelosia.
“Ciao amore” gli disse lei correndogli incontro e baciandolo sulle labbra “ho una bellissima novità”
“Io invece ne ho solo di brutte” rispose lui pulendosi le labbra davanti a lei per togliersi di dosso il suo sapore e per farle capire che lui non era uno stupido.
“Che vuoi dire?” chiese lei con un’espressione di sgomento sul volto.
“So tutto, Caroline, so tutto di te e di lui e da quando lo so, sono qui come un cretino che mi chiedo perché? Perché mi hai fatto questo? Sembravi felice con me ed invece… Spiegami Caroline cosa ha lui più di me, perché io altrimenti non riesco a capire. Avevamo tutto io e te ed ora io non ho più niente, solo un senso di vuoto che non so come colmare Caroline a causa di tutte le bugie che mi hai detto.”
“Ma di quale altro stai parlando Thomas? Che dici? Io non capisco,” disse Caroline sempre più sgomenta.
“Sto parlando del tipo con cui ti sei vista oggi, quello che hai baciato con trasporto e con cui hai passeggiato tenendo la testa appoggiata alla sua spalla, gesto che con me non fai da una vita”.
“Mi hai seguita? Che c’è non ti fidi?”
“Magari Caroline non mi fossi fidato, no io non ho fatto niente, ma Emma ti ha visto e da vera amica quale è mi ha mostrato le foto che ha scattato se no per chissà quanto tempo tu mi avresti mentito”
“Ma non c’è nessun altro, io amo solo te”.
“Bugiarda” urlò Thomas oramai fuori dalla ragione “e allora quello di oggi chi era? Tuo fratello? Sorpresa Caroline, ti ricordo che sei figlia unica e so per certo che non è un tuo amico perché tu i tuoi amici non li baci così quindi facci un favore, poni fini a questa farsa fai le valigie e vattene” urlò strattonandole il braccio con violenza fino a condurla alla porta di quella che era la loro camera.
“Ma Thomas… Ti prego lascia che ti spieghi…”
Ma la mano di Thomas calò sul suo viso prima che lei potesse parlare, poi se ne andò nello studio chiudendo la porta a chiave.
“Vattene, vattene da casa mia e non farti più vedere” fu l’ultima cosa che le urlò.
Da quella sera non l’aveva più vista, molte ore dopo lo schiaffo era uscito dallo studio e aveva scoperto che lei se ne era andata portando via tutte le sue cose. Qualche tempo dopo aveva saputo dove lei viveva perché degli amici glielo avevano riferito ma lui non l’aveva più cercata fino a quella sera.
Alzando gli occhi dal manto innevato si era reso conto di essere arrivato davanti a casa di Caroline, non sapeva come ci era finito, non voleva andare da lei, voleva dimenticarla, insieme a tutto il dolore che lei gli aveva causato, tanto che aveva provato a costruire qualcosa di serio con Emma ma proprio non ci era riuscito.
Spinto dalla curiosità si era nascosto dietro un muro per guardare dentro una finestra, assolutamente impreparato a ciò che avrebbe visto.
Lei era lì, seduta su un divano bianco latte con un bambino in braccio che cullava al ritmo delle canzoncine natalizie suonate dall’albero che faceva bella mostra di sé in un angolo di quello che aveva tutta l’aria di essere un salotto.
Allora aveva avuto un figlio con l’altro, erano così serie le cose? No, non poteva essere, lei un figlio lo avrebbe dovuto fare solo con lui, e sarebbe stato bellissimo, avrebbe preso i suoi bei lineamenti ed il suo coraggio e sarebbe stato il frutto del loro amore.
Incurante del nuovo dolore sopraggiunto alla vista del bambino, Thomas restò a guardarla dal vetro, il cuore sempre più martellante nelle orecchie, il desiderio di sapere che saliva fino alla gola.
Qualcosa in quel bambino lo aveva scosso, sperava di vederlo in volto almeno una volta, provava il folle desiderio di vedere, di capire.
Quasi esaudendo un suo desiderio, Caroline si alzò e si mise guancia a guancia col figlio, come se volesse mostrargli qualcosa, e finalmente Thomas lo vide. Anzi, si vide.
Perché quello era lui o meglio era lui da piccolo, stesso colore degli occhi, stesso taglio, stesse labbra.
Non era figlio di un altro quello, quel bambino era suo, era sangue del suo sangue e stava crescendo senza un padre…
Le lacrime cominciarono a scendere, Thomas cadde in ginocchio nella neve, il corpo scosso da conati di vomito che lo costrinsero a raggomitolarsi sul bianco manto gelido, come un bambino si aggomitola nel letto, per un tempo indefinito.
Poi, dopo del tempo scollegando il cervello e convinto di essere folle Thomas bussò alla porta di Caroline, doveva sapere.
“Thomas tu?” Chiese Caroline non appena aperta la porta e indietreggiando impaurita, il dolore per lo schiaffo dell’anno prima ancora fresco.
“Io… Non so come sono arrivato qui, ma ci sono… Mi sono fermato e ho visto lui e lui è me. E’ mio vero? So che è mio è la mia fotocopia. Parlami, spiegami.”
Caroline mise il bambino nel girello e fece accomodare Thomas sul divano.
“Quel giorno quando mi cacciasti era lei la novità che ti volevo dire, ero stata dal ginecologo e avevo avuto la conferma, poi nel pomeriggio avevo incontrato quel tipo nella foto, era un mio vecchio amico delle medie, non lo vedevo da anni, era qui di passaggio, stava andando a trovare il suo compagno…”
Ma non ebbe tempo di finire il discorso che Thomas le poggiò la testa in grembo, scoppiando in lacrime e chiedendole perdono.
La implorò di dargli un’ultima possibilità, se non per lui almeno per la piccola dicendo di amarla ancora e di averla sempre amata.
Lei gli alzò il volto e lo baciò, e quello per Thomas fu la sua seconda chance, era il suo miracolo di natale…

Total Page Visits: 556 - Today Page Visits: 7

Lascia un commento