I termini che non conoscevo
I termini che non conoscevo

Abacà

Come preannunciato,

da oggi in poi, ogni mercoledì, scopriremo una parola nuova.

La parola di oggi è

abacà

nota anche come canapa di Manila.

abacà (o àbaca) s. m. [dallo spagn. abacá, che è da una voce indigena dell’isola di Luzon, nelle Filippine]. – Fibra tessile, nota anche con il nome di canapa di Manila, ricavata dai picciòli delle foglie di una pianta tropicale, Musa textilis; molto resistente, poco ritirabile con l’umidità, si usa per gomene da marina, reti da pesca e tessuti.

Nome scientificoMusa textilis
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Fibra tessile tratta dalle foglie di piante dette musaceae” (Musa TextilisMusa Paradisiaca, ecc.) delle Filippine, dove è tuttora coltivata. Le fibre sono estratte dal fusto formato dai piccioli delle foglie, larghe ed oblunghe, avvolte l’una sull’altra e lunghe dai 3 ai 7 mt.; hanno notevoli caratteristiche di resistenza e leggerezza e si ritirano poco all’umidità.
IMPIEGHI: Le parti più fini, che si ricavano dalle foglie interne, vengono utilizzate per la produzione di tessuti e tele  leggere e molto resistenti; le più grossolane vengono utilizzate, grezza, per cappelli, cesti, stuoie, cordami da marina ed anche refe per reti da pesca, in quanto resiste molto bene all’acqua marina.
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Curiosità : Nelle Filippine è utilizzata anche per formare trecce decorative.
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