Cesare Battisti

Cesare Battisti

 

 

Il 4 febbraio 1875 nacque a Trento Cesare Battisti , giornalista Italiano

Oggi ricordiamo Cesare Battisti, non il terrorista rimpatriato di recente ma il giornalista, geografo, politico socialista e irredentista italiano morto impiccato come traditore a Trento

Nel 1875, Trento era ancora parte dell’Impero austro-ungarico.

Battisti crebbe però in un clima di insoddisfazione e si avvicinò presto al  movimento irredentista, che chiedeva che le regioni , come il Trentino, in cui la lingua predominante era l’Italiano diventassero  autonome dagli imperi di cui facevano parte e venissero annesse all’Italia.

Dopo il diploma Battisti si trasferì a Firenze e si iscrisse alla facoltà di Lettere, dove si laureò con una tesi in Geografia.

Lavorò come giornalista e direttore di anche alcune riviste come  il giornale socialista “Il Popolo” ed il settimanale illustrato “Vita Trentina”.

Pubblicò alcune guide di Trento e si dedicò alla politica con particolare attenzione alle condizioni di vita degli operai e alla richiesta di autonomia del Trentino.

Nel 1911  Battisti si fece eleggere deputato al Reichsrat, il parlamento di Vienna convinto di poter ottenere maggiori risultati dall’interno.

Dopo l’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo , nell’agosto del 1914 si trasferì con  moglie e figli a Milano.

Nel maggio del 1915 quando l’Italia entrò in guerra e Battisti si arruolò come volontario nel corpo degli Alpini.

Nel 1916 partecipò alla cosiddetta battaglia degli Altipiani, meglio conosciuta come “Strafexpedition” (“spedizione punitiva”).

Battisti venne fatto prigioniero con un altro irredentista, Fabio Filzi, e dopo essere stato riconosciuto fu incarcerato.

La mattina dell’11 luglio Battisti venne trasportato attraverso la città in catene sopra un carro, e insultato e malmenato come traditore, vigliacco e disertore e la mattina successiva fu portato davanti ad un tribunale militare.

Durante il processo non rinnegò mai quello che aveva fatto e anzi ribadì la propria fedeltà all’Italia.

Respinse le accuse di tradimento e volle essere considerato un semplice soldato catturato in guerra.

Fu condannato a morte per impiccagione

Secondo la versione più accreditata dalla storiografia, Battisti morì gridando:

«Viva Trento italiana! Viva l’Italia!».

 

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