Etty Hillesum
Citazioni ed Aforismi

Etty Hillesum

15 gennaio 1914 nacque a Middelburg Esther Hillesum, detta Etty, scrittrice olandese di origine ebraica, vittima dell’Olocausto

Nel 105° anniversario dalla nascita vogliamo oggi ricordare Etty Hillesum e proporvi la lettura del suo “diario”.

Quando si parla di testimonianze dirette e “diario” di una giovane ebrea nel periodo dell’ olocausto , a molti di noi sovviene il ben più noto [amazon_textlink asin=’B003H06SDS’ text='”Diario di Anna Frank”‘ template=’ProductLink’ store=’ourfreetime-21′ marketplace=’IT’ link_id=’d96842ec-3725-41b0-aff2-2305875ab7ab’].

Il diario che vi proponiamo oggi è differente , non parla di una ragazzina impaurita e della sua vita nei campi di concentramento ma di una donna , emancipata, moderna , colta , che vive i tragici cambiamenti della sua epoca e che decide di affrontare le difficoltà con coraggio, determinazione e amore verso il prossimo.

 

All’inizio di questo Diario, Etty è una giovane donna di Amsterdam, intensa e passionale. Legge Rilke, Dostoevskij, Jung. È ebrea, ma non osservante. I temi religiosi la attirano, e talvolta ne parla. Poi, a poco a poco, la realtà della persecuzione comincia a infiltrarsi fra le righe del diario. Etty registra le voci su amici scomparsi nei campi di concentramento, uccisi o imprigionati. Un giorno, davanti a un gruppo sparuto di alberi, trova il cartello: «Vietato agli ebrei». Un altro giorno, certi negozi vengono proibiti agli ebrei. Un altro giorno, gli ebrei non possono più usare la bicicletta.

Etty annota:

«La nostra distruzione si avvicina furtivamente da ogni parte, presto il cerchio sarà chiuso intorno a noi e nessuna persona buona che vorrà darci aiuto lo potrà oltrepassare».

Ma, quanto più il cerchio si stringe, tanto più Etty sembra acquistare una straordinaria forza dell’anima. Non pensa un solo momento, anche se ne avrebbe l’occasione, a salvarsi. Pensa a come potrà essere d’aiuto ai tanti che stanno per condividere con lei il «destino di massa» della morte amministrata dalle autorità tedesche. Confinata a Westerbork, campo di transito da cui sarà mandata ad Auschwitz, Etty esalta persino in quel «pezzetto di brughiera recintato dal filo spinato» la sua capacità di essere un «cuore pensante».

Se la tecnica nazista consisteva innanzitutto nel provocare l’avvilimento fisico e psichico delle vittime, si può dire che su Etty abbia provocato l’effetto contrario. A mano a mano che si avvicina la fine, la sua voce diventa sempre più limpida e sicura, senza incrinature.

Anche nel pieno dell’orrore, riesce a respingere ogni atomo di odio, perché renderebbe il mondo ancor più «inospitale». La disposizione che ha Etty ad amare è invincibile. Sul diario aveva annotato: «“Temprato”: distinguerlo da “indurito”».

E proprio la sua vita sta a mostrare quella differenza.

 

Fonte: Adelphi

 

[amazon_link asins=’8845928292,8845927245,884591206X,8845916057′ template=’ProductCarousel’ store=’ourfreetime-21′ marketplace=’IT’ link_id=’92982daf-a685-4401-9a42-b146c7818b0b’]

Total Page Visits: 596 - Today Page Visits: 2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *