George Herbert
Citazioni ed Aforismi

George Herbert

Lo spunto odierno ci viene donato dal più importante poeta religioso del Seicento inglese: George Herbert

Dopo la citazione dello scorso anno sull’incapacità di comprendere appieno i problemi altrui , oggi ci suggerisce di vederci tramite gli occhi di un amico, di un’entità esterna ma che ben ci conosca

George Herbert in breve

 

George Herbert nacque il 3 aprile 1953.

Fu un poeta e oratore inglese commemorato come santo dalla Chiesa anglicana ( il 27 Febbraio) e in quella luterana ( 1º marzo).

Crebbe tra cultura e filosofia grazie alla madre , protettrice di Jhon Donne ed al fratello Edward,  nominato cavaliere e Lord di Cherbury da re Giacomo I d’Inghilterra, poeta e filosofo considerato “padre del deismo inglese”.

Intraprese la carriera diplomatica ma nel 1626 divenne pastore della Chiesa Anglicana e dedicò gran parte della sue esistenza alla salvezza morale dei suoi fedeli per poi morire a soli 39 anni di tubercolosi .

Sul letto di morte consegna a Nicholas Ferrar, fondatore di una comunità religiosa semi-monastica a Little Gidding spesso citata in seguito anche da Elliot,  la sua raccolta di poesie, in un manoscritto dal titolo “The Temple” (il Tempio)

Si rivelò un poeta propenso alla sperimentazione ma in tutte le sue opere la Fede ed il suo ruolo religioso permeano suoi versi tanto da riprendere spesso temi di tipo ecclesiastico e morale nei suoi testi.

Tra i suoi poemi più famosi ricordiamo:

  • Easter Wings (“Ali pasquali”) in cui si parla di resurrezione, di un susseguirsi di peccato e riconciliazione come rappresentazione dell’ animo umano. Il testo è stato realizzato e scritto rappresentando ( a livello grafico) il volo di un’allodola caratterizzato da cadute e repentine risalite.
  • The Altar (“L’altare”) è non oslo una raccolta ma una sorta di diario della sua esperienza ecclesiastica, morale e religiosa. In molte poesia gioca con i termini, con i significati e le allegorie .

Come molti suoi contemporanei collezionava proverbi, massime ed aforismi e nel 1640 pubblicò “His Outlandish Proverbs”.

Oltre alle raccolte lasciò anche un testo autobiografico, un diario vero e proprio su come svolgere il ministero nel miglior modo possibile “Priest to the Temple, or, The Country Parson his Character and Rule of Holy Life”, che non riuscì a terminare ma che vene pubblicato postumo nel 1652.

La poesia di Herbert è esempio di innovazione, non solo per la sua capacità di inserire emozioni, paure e sentimenti all’ interno delle poesie , che in quel periodo storico erano generalmente fredde, artificiose e rigidamente strutturate, ma anche per l’amore e la dedizione da lui espressi riguardo alla sua vocazione e a ciò che per lui la Chiesa e la religione avrebbero dovuto rappresentare.

Nonostante la prematura scomparsa lo stile e la sensibilità di Herbert influenzarono numerosi artisti e poeti dei secoli successivi come Samuel Taylor Coleridge a Emily Dickinson e Hopkins, fino al grande T.S. Eliot.

 

Le opere principali di Geroge Herbert

  • 1623: Oratio Qua auspicatissimum Serenissimi Principis Caroli.
  • 1627: Memoriae Matris Sacrum, 
  • 1633: The Temple, Sacred Poems and Private Ejaculations. (Cambridge: Printed by Thomas Buck and Roger Daniel).
  • 1652: Herbert’s Remains, Or, Sundry Pieces Of that sweet Singer of the Temple

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