Hans Georg Gadamer

HANS GEORG GADAMER

Oggi 11 Febbraio vogliamo ricordare Hang Georg Gadamer , filosofo ermeneutico

Hang Georg Gadamer, il filosofo che amò l’Italia

Nato l’11 febbraio 1900 a Marburgo, Gadamer, la cui vita ricopre tutto il Novecento, ha studiato nell’università della città natale, dove nel 1922 ha conseguito il dottorato in filosofia con Natorp e nel 1929 la libera docenza con Heidegger che influenzò in parte il suo pensiero filosofico.

 

Gadamer ha viaggiato molto anche per l’Italia. Ricordando la sua prima visita a Napoli scrisse:

 

In uno dei quartieri popolari dove arrivai bighellonando vidi la seguente scena: da una stanza all’ultimo piano di un palazzo, si aprì una finestra e una vecchia signora calò una lunga fune con un cesto dal quale alcuni bambini che giocavano presero dei pupazzi ritagliati dalla carta colorata, con una gioia che mi commosse fino alle lacrime. Imparai che la povertà non esclude la gioia “. Convinto che ” l’intesa tra gli uomini avviene sulla base di un orizzonte comune che vive nella lingua che parliamo, e nei testi eminenti che costituiscono il patrimonio di questa lingua

 

Nella teoria di Heidegger la comprensione era caratterizzata da un circolo in quanto è condizionata da una pre-comprensione ma a sua volta la pre-comprensione è anche sempre messa in gioco e modificata attraverso la comprensione.

Da questo concetto piuttosto complesso Gadamer sviluppò la sua ermeneutica filosofica con lo scopo di chiarire le strutture della comprensione e dell’interpretazione come elementi fondamentali dell’esistenza storica dell’uomo.

Lo scopo di Gadamer non è costruire una metodologia , dare delle regole rigide o indicare un unico percorso ma di permettere all’ essere umano di vedere quella verità

di là dal nostro volere e dal nostro fare

 

L’ermeneutica  non vuole essere una tecnica dell’ interpretazione ma il ” movimento fondamentale dell’esistenza “. Per questo spesso si parla di universalità dell’ermeneutica

 

Fonte: Filosofico.net

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