Rubrica del venerdì

Il “Cavaliere d’altri tempi” di Lella Dellea

Rieccoci con la rubrica dedicata alle storie brevi 

Sto scrivendo una serie di racconti per un concorso, se vi va aiutatemi a scegliere il migliore .

 

Il “Cavaliere d’altri tempi”

Inclino leggermente il capo verso la spalla destra per mantenere l’ombrello fermo mentre con una mano cerco le chiavi e con l’altra porto all’orecchio il cellulare.

Finalmente trovo ciò che cercavo e riesco ad aprire il pesante portone.

Entrando nell’androne rischio di scivolare sul pavimento bagnato, emetto un lungo sospiro e mi fermo per chiudere l’ombrello grondante e riporlo nell’ apposito contenitore.

Una fitta dolorosa percorre la fronte aggrottata mentre mi accingo a salire le scale, non ho nessuna voglia di entrare in casa, so che lei sarà lì ad attendermi e con aria di superiorità, pronta a verificare se mi toglierò le scarpe prima id entrare e se poggerò i piedi su quelle morbide patine in feltro che mi ha regalato per Natale dicendo

“ Spero che siano di tuo gradimento! Così potrai girare per casa in comodità senza sporcare!”

Ho dovuto anche sorriderle e ringraziarla con educazione.

Come previsto Maria, che probabilmente stava controllando dalla finestra i miei movimenti, è già sull’ uscio ad aspettarmi. Mi rivolge uno sguardo affettuoso e con voce mielosa, anche troppo, mi accoglie

<< Ben Tornato! Dai vieni dentro altrimenti ti prenderai un malanno! Ho appena preparato una tisana calda che ti riscalderà! >>

Emetto l’ennesimo sospiro prima di seguirla, chiudere la porta alle mie spalle, togliermi la giacca e poggiarla sullo schienale della sedia accanto alla stufa a pellet nella speranza che asciughi rapidamente.

Nell’aria avverto profumo di frutta e cannella, e mi dirigo come un automa verso la cucina dove mi intrattengo qualche minuto in una conversazione vuota e banale. Osservo la ragazza seduta davanti a me, è veramente carina, lunghi capelli biondi e leggermente mossi, lineamenti delicati, occhi verdi ed un fisico da modella.

E’ sempre così dolce e premurosa nei miei confronti, anche troppo, e non so come spiegarle che questa sua presenza così assidua e “materna” mi soffoca. Non vorrei ferirla ma se continua così mi farà impazzire, devo assolutamente trovare una soluzione alternativa.

Mi allontano per farmi una doccia e raggiungere la mia camera.  Sfoglio distrattamente qualche sito in cerca di un altro appartamento quando il display si illumina ed appare il volto di Paolo, mio fratello, rispondo immediatamente, è sempre stato il più saggio e posato tra noi magari saprà darmi qualche buon consiglio.

<< Ciao sfaticato! Come procedono gli studi? >>

<< Potrebbero andare meglio! Non sono quasi mai a casa e quando sono qui mi manca l’aria e non riesco a concentrarmi! >>

Lo sento sghignazzare

<< Ma smettila! Ci sono cose ben peggiori che avere una coinquilina servizievole e gentile che provvede a tutto!>>

<< Senti chi parla! Tu sei ancora Single a quarant’anni perché hai bisogno dei tuoi spazi e dici che una donna in casa ti impedirebbe di vivere! >> ribatto d’istinto senza riflettere.

<< La situazione è diversa direi. Voi siete solo amici, io non voglio legami sentimentali! Comunque secondo me dovresti parlarle. Si tratta di una giovane donna brillante ed intelligente, quando sono stato vostro ospite si è dimostrata una piacevole compagnia. Abbiamo parlato di moltissimi argomenti, non si è scandalizzata quando raccontavo le mie notti brave con gli amici ed ha persino dimostrato di apprezzare la formula uno!>>

<< Ecco lo vedi! Maria è praticamente perfetta, anche troppo! Mi sento in imbarazzo in sua presenza! Troppo sciatto, disordinato, inconcludente! Mi fa venire i complessi di inferiorità! Può sembrare assurdo ma non mi dispiacerebbe affatto trovare i cuscini del divano fuori posto o  sedermi a tavola a mangiare la pizza dal cartone con le mani mentre sorseggio una bottiglietta di birra a canna! Insomma è anche casa mia questa! E poi lei esce solo per andare a lezione , a fare la spesa, dal parrucchiere , estetista … mai una sera fuori con le amiche ! Capisco che viene da un paesino e non conosce nessuno ma è veramente asfissiante! >>

<< Fratellino ora devo scappare . Salutami Maria e … >>

Se benissimo che mi innervosisco quando non termina le frasi, grugnisco rumorosamente prima di rimbeccarlo

<< E … !>>

<< Parlale! Spiegale la situazione! Anche se decidessi di andartene dovresti pur dirle che stai cercando una soluzione diversa quindi dovrai parlarle comunque! >>

Annoiato mi ributto sul letto e mi sforzo di studiare un po’ ma la mente vaga, non riesco a concentrarmi, le palpebre si abbassano da sole e mi risveglio solo all’ ora di cena. Ancora intontito esco dal mio nido ed arranco verso il lavello in cerca di un bicchiere d’acqua e nel farlo passo di fronte alla camera di Maria.

La porta è socchiusa e la sento parlare a bassa voce, quasi bisbiglia. Pur sapendo che non dovrei farlo cedo al mio istinto e mi fermo ad ascoltare. Sono veramente un ipocrita, mi lamento perché mi pare che lei invada i miei spazi ed io non rispetto nemmeno la sua privacy! La curiosità ha comunque il sopravvento sulla coscienza e tendo l’orecchio per cercare di comprendere.

 

<< No Lia, mi dispiace ma non ci riesco! Ho cercato di seguire i tuoi consigli ma così sto perdendo la mia identità, il mio orgoglio! So bene che se Luca se ne dovesse andare da qui non riuscirei a trovare un nuovo coinquilino ad anno accademico iniziato e dovrei tornarmene con la coda tra le gambe da mamma e papà o dovrei cercarmi un lavoro che mi toglierebbe tempo prezioso allo studio ma non posso continuare così! >>

Non sento la replica, ovviamente, ma sono confuso. Cosa intende dire? Probabilmente la sua interlocutrice è meno logorroica di lei perché dopo poco tempo avverto nuovamente la sua voce

<< Sono stanca di questa situazione! Ho vent’anni e voglio divertirmi, come tutti! Non mi va di stare chiusa in casa a fare l’angelo del focolare per un uomo, che non è nemmeno il mio compagno, solo per non perdere la sua quota dell’affitto. Vorrei fare cose normali, andare al cinema, ai concerti, al pub. Trovarmi degli amici. Ho deciso, gli parlo e lo metto davanti alla realtà dei fatti. Se vuole rimanere qui dovrà convivere con la vera Maria, buona dolce e gentile ma con la sua autonomia, la sua indipendenza e la sua dignità! >>

Senza rendermene conto le mie labbra si distendono in un sorriso aperto e sincero. Mi allontano dalla porta, verso l’acqua nel bicchiere e ne ingurgito un lungo sorso. Dei passi leggeri sul parquet indicano che la mia coinquilina mi sta raggiungendo. La osservo con occhi nuovi, diversi, ha le guance rosee e gli occhi lucidi, si tormenta le dita ed è visibilmente nervosa ma ha un piglio determinato.

<< Luca … >>  << Maria >> pronunciamo all’unisono per poi scoppiare in una ristata liberatoria, la prima, da che ne ho memoria , tra queste quattro mura .

<< Da cavaliere d’altri tempi come mi definisco spesso , prima le signore! >> le annuncio con un sorriso. Lei diventa improvvisamente taciturna, abbassa lo sguardo , si fissa la punta delle ciabattine immacolate e in un sussurro inizia

<<Ecco appunto, ora è ancora più difficile!>>

Avverto una strana fitta alla bocca dello stomaco, una sensazione simile al rimorso, al senso di colpa anche se non mi pare di aver detto nulla di male.

<< Come scusa? Non ho capito!>>

<< No, nulla. >> emette un lungo sospiro e solleva lo sguardo. Fissandomi intensamente negli occhi sbotta in tono angosciato e quasi isterico << Tu sarai anche un cavaliere d’altri tempi ma io non sono Cenerella! Sono stanca di questa farsa ! Voglio condurre una vita normale, da ragazza del XXI secolo anche a rischio di vederti andare via e perdere la tua quota di affitto! >> Gli occhi le stanno diventando lucidi e con un fil di voce aggiunge << Scusa, ma dovevo dirtelo!>>

Mi avvicino istintivamente e la stringo in un abbraccio sincero, inspiro il suo profumo fiorato e aspetto che il suo respiro si regolarizzi mentre si appoggia al mio torace scolpito.

Dopo qualche minuto con la voce più dolce e calma possibile inizio a risponderle

<< Temo che ci sia stato un equivoco. Non ho mai preteso di cambiarti e non ti ho mai chiesto di farmi da balia o peggio ancora da domestica. Avevo bisogno di un alloggio e questo appartamento era la soluzione migliore in quel momento. Puoi fare ciò che desideri, non devi rendermi conto di nulla. Ora però sono curioso, cosa ti ha fatto pensare che me ne sarei andato se tu fossi semplicemente stata te stessa! >>

Maria mi guarda stranita e confusa << Ma come? Lo hai detto anche un minuto fa ! Non fai che ripetere “ Sono un cavaliere d’altri tempi !” quindi convinto che le donne debbano solo occuparsi della casa e degli uomini, debbano rendere la vostra vita migliore ! >>

Cerco di trattenermi ma un verso strozzato fuoriesce dalla mia gola nel tentativo di trattenere le risate .

La mia coinquilina mi osserva tra l’offeso ed il divertito piazzandomi un pugno sull’avambraccio << Non ridere di me! Non sai cos’ho passato in questi mesi! >> ma anche lei sta ridendo .

<< Oh Maria, Maria! Ci tengo a chiarire una volta per tutte. Quando mi definisco “cavaliere d’altri tempi” intendo dire che sono un tipo romantico, coccolone, tranquillo. Non amo la confusione, le serate a base di alcool ed eccessi e simili. Tutto qui! Ma ti garantisco che sono un nurmalissimo ragazzo del XXI secolo! >>

Ormai anche lei si è rilassata, mi volta le spalle e si dirige verso il salotto sentenziando

<< Allora dimostramelo! Ordina le pizze mentre io scelgo il film e questa sera si cena sul divano ! >>

Adoro questa nuova atmosfera, più rilassata e normale

<< Maria! >> la richiamo , si affaccia sull’uscio << Si? >>

<< Ma come la vuoi la pizza? >>

 

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