Rubrica del venerdì

“Il tunnel” di Lella Dellea

Un nuovo racconto per tutti voi dal titolo “Il tunnel”

Ricordate , non sempre la realtà è come sembra … leggete fino in fondo !

 

 

Il Tunnel

 

Avanzo con cautela nel corridoio buio , estraggo dal giubbotto gli occhiali a raggi infrarossi, per non incappare in spiacevoli sorprese, e procedo lentamente.

Il passaggio è stretto, la luce praticamente insistente e la paura rischia di paralizzarmi corpo e mente nel momento meno opportuno.

Delle voci in lontananza attirano la mia attenzione, mi appiattisco contro la parete umida e cerco di  concentrarmi ma la distanza non mi permette di comprendere il discorso.

Qualcuno singhiozza disperato, un pianto che dilania il cuore, puro, inconsolabile, forse si tratta di un bambino.

Dopo un istante una risata agghiacciante , gelida , disumana, riecheggia nel tunnel e continua a rimbombarmi nei timpani.

Cerco di calmarmi ma la pura è palpabile, brividi continui mi attraversano la schiena e il potente crampo che avverto al mignolo del piede è una chiara manifestazione   della tensione a cui i miei muscoli sono sottoposti.

“Tling!” un rumore metallico attira la mia attenzione , poi solo silenzio.

“Forza Ken”

Mi ripeto

“Decidi in fretta ed agisci, se rimani qui fermo impalato di certo non avrai possibilità di sopravvivere!”

Le pareti iniziano a tremare e sopra la mia testa un rumore assordante avverte dell’arrivo dei rinforzi. L’idea di avere un supporto ed un aiuto mi rinvigorisce e un nuovo senso di energia mi pervade.

L’adrenalina scorre rapida nelle mie vene e l’istinto mi suggerisce di avvicinarmi al luogo da cui provengono le voci.

 

Questo dannato posto è un labirinto, non saprei tornare indietro e non ho idea di dove si trovi l’uscita , ammesso che esista. L’unica cosa di cui sono certo è che questo covo è infestato di creature demoniache , spietate e crudeli che non esiterebbero un istante a colpirmi, uccidermi o peggio ancora mutilarmi.

Ricordo ancora il cadavere in avanzato stato di decomposizione e con la mano amputata in cui mi sono imbattuto poco fa.

“Tling!” ancora quel rumore , questa volta più vicino, qualcuno si sta avvicinando cercando di passare inosservato. Aumento l’andatura e procedo lungo il tunnel con passo più sostenuto, nel frattempo estraggo la mia piccola pistola automatica, vorrei non doverla usare ma temo di averne bisogno.

Guardo indietro lungo il percorso ma non vedo nulla, nessun movimento apparente , nessuna macchia rossa di colore che possa identificare un essere vivente . Eppure lo avverto, lo sento nell’aria che qualcuno mi sta osservando, segue ogni mia mossa in attesa dello sbaglio che gli permetterà di catturarmi.

Poco più avanti, sulla destra vi è una porta , probabilmente la vittima ed il suo carnefice si trovano lì dentro. Il pianto è sempre più nitido e vicino, ormai li ho quasi raggiunti

-Piangi , piangi! La tua paura non fa altro che aumentare la mia forza! Qui nessuno potrà sentirti, aiutarti e soccorrerti Ahahaha!! Questo posto sarà la tua tomba !! Ahahaha!!

La porta e leggermente socchiusa e ne approfitto per guardare all’interno. Su un tavolaccio sporco ed arrugginito vi è una ragazzina legata e disperata, vedo i movimenti convulsi del suo corpo come una macchia indistinta di sfumature tra il rosso e l’arancione. Sto per aprire l’uscio ma un presentimento mi blocca sul posto. Perché riesco a scorgere altre figure nella stanza? Non ci sono altri accessi quindi il mostro non può essersi allontanato .

Un vento gelido avvolge le mie spalle scompigliandomi i capelli, un rumore sommesso raggiunge la mie orecchie , mi volto di scatto ma non vedo nulla .

“Benvenuto !”

Esclama una voce baritonale, diabolica, terribile, che mi fa ghiacciare il sangue nelle vene

“Ti stavamo aspettando !”

E come una folgorazione tutto mi risulta chiaro.

Sono uno stupido !

Ho sottovalutato il nemico ed ora ne dovrò pagare le conseguenze!

Questi esseri non sono umani, i loro corpi non possiedono calore quindi non è possibile individuarli con i raggi infrarossi.

Una luce accecante ferisce le mie pupille e due esseri ignobili ,di cui uno veramente orripilante, mi si manifestano.

Mi sento braccato, il più grosso e suppongo spietato dei due mi blocca la strada e il suo alleato, più smilzo ma dall’espressione arcigna è alle mie spalle ,sollevano il braccio contemporaneamente e due spade incrociate colpiscono di schianto il centro del mio cranio emettendo un rumore sordo , metallo contro osso , e poi solo buio.

“ Toc Toc “ due colpi decisi , nocche di una mano contro legno massello e poi una voce di donna

“La cena è pronta ! Spegni quel dannato videogame e vieni a tavola!”

Tempismo perfetto.

Ho perso anche questa volta , questo schema è praticamente insuperabile . Mi alzo, appoggio il telecomando, spengo la console e mi accingo a far felice mia madre ubbidendole all’istante .

 

Tunnel
Fonte Pixabay
Total Page Visits: 437 - Today Page Visits: 1

3 pensieri riguardo ““Il tunnel” di Lella Dellea

  1. Leggendo ho immaginato di tutto,abituata a vedere thriller in tv e polizieschi! Alla fine l’ansia ha lasciato il posto ad un sorriso. Tutto è bene quel che finisce bene.

Lascia un commento