“Io sono la preda – Venezia Oscura” di Anna Pia Fantoni

Io sono la preda cover

L’ultimo romanzo di Anna Pia Fantoni

L’autrice

Anna Pia Fantoni, interprete, traduttrice dall’inglese e correttrice di bozze freelance da vent’anni, sta per diventare editor tramite un Master organizzato dall’agenzia Saper Scrivere.

Ha pubblicato alcuni romanzi ora fuori catalogo ed è in libreria con il racconto “Vita da marciapiede” nell’antologia Partiamo da qui, Imprimatur, 2017.

Il suo ultimo libro è Io sono la preda, pubblicato con Amazon nel maggio 2019.

A 42 anni si è trasferita da Parma nell’appennino parmense tra neve, castagni e caprioli e dal 2008 organizza presentazioni e partecipa a conferenze per sensibilizzare sulla violenza sulle donne e la pedofilia.

È stata alla Camera dei Deputati il 13 gennaio 2012 con operatori ed esperti del settore per invocare la certezza della pena.

 

Info sul libro

Titolo: Io sono la preda – Venezia Oscura

Autrice: Anna Pia Fantoni

Genere: difficile da inquadrare, un romance thriller con sfumature di noir.

Data di pubblicazione ebook: 1 maggio 2019

Data di pubblicazione cartaceo: 8 maggio 2019

 

Ebook:

lunghezza: 199 pp.

prezzo: 3,99 euro

link acquisto: https://www.amazon.it/Io-sono-preda-Venezia-Oscura-ebook/dp/B07RB81K1X/

 

Cartaceo:

lunghezza 224 pp.

prezzo 13 euro ridotti a 11,86 da Amazon

link acquisto: https://www.amazon.it/Io-sono-preda-Venezia-Oscura/dp/1096300257/

 

Editing: Diego Di Dio – Agenzia Saper Scrivere
Grafica, impaginazione e cdb: Antonella Monterisi
Foto copertina: Federica Kd Castellan

 

Scopriamo insieme qualche dettaglio in più sulla storia:

Chi è Gabriele?

Potrebbe essere un normale consulente finanziario parmigiano che trascorre le giornate tra lavoro e filantropia. O potrebbe essere il sadico attore-regista di filmini amatoriali violenti e sanguinosi, con protagoniste ragazze rapite, narcotizzate e violentate.

E chi è Giuditta?

Potrebbe essere un’imprenditrice di trent’anni, irriverente e pasticciona, che si è trasferita da cinque anni al Lido di Venezia. Oppure potrebbe essere la vittima predestinata, la preda finale di un gioco perverso che va avanti da troppo tempo.

Sullo sfondo di una Venezia afosa e affollata di turisti, Giuditta dovrà fare i conti con gli errori commessi, con le proprie insicurezze e, soprattutto, con un passato pronto a sferrare l’attacco decisivo.

Io sono la preda è un romanzo breve che sfugge alle classificazioni di genere, una storia umana di redenzione e di violenza, di amore puro e di desiderio implacabile. Un dramma, nero e luminoso al contempo, sul potere della manipolazione e sulla fragilità intrinseca dell’essere umano.

 

Si sveglia all’improvviso.

È fradicia di sudore, Giuditta. Annientata dall’ansia.

Ha fatto uno dei soliti sogni. Stavolta era imprigionata in una ragnatela che occupava tutto lo spazio di un’enorme stanza. Una lama affilata di luce proveniente da una persiana accostata fendeva il buio. Era nuda, con uno straccio in bocca che la strozzava, in preda a un terrore devastante. Mentre si divincolava inutilmente tra i fili che la avviluppavano, è comparso un ragno. All’inizio, piccolo come un puntino. Man mano che si avvicinava, diventava gigantesco. Camminava adagio, muovendo le zampe pelose al rallentatore, una alla volta, facendo vibrare i fili. Avanzava fissandola con occhi enormi e inespressivi, simili a bottoni, neri come la morte. Sulle zanne e sulla testa i peli fremevano.

Lei, impotente, cercava di chiedere aiuto, ma emetteva solo un flebile gracidio.

Alle spalle del ragno, all’improvviso, è sbucato un uomo muscoloso, il viso in ombra e una lancia con la punta infuocata tra le mani.

È rimasta immobile. Incredula, speranzosa.

L’uomo, con forza, ha conficcato la lancia nella testa del ragno, che ha iniziato a bruciare e a stridere con un crepitio raccapricciante che perforava i timpani. Poi, quella bestiaccia orribile ha piegato le zampe rotolando a pancia in su, squassata dagli spasmi. Il puzzo di strinato era rivoltante.

Lo schiocco di un riflettore. Una luce sfolgorante quasi l’ha accecata. L’uomo ha squarciato i fili, l’ha raggiunta, le ha sfilato lo straccio dalla bocca.

L’ha visto in faccia.

E di fronte a quel viso dai lineamenti fini come quelli di un angelo e agli occhi celesti e vacui ha iniziato a gridare di orrore.

 

Una risposta a ““Io sono la preda – Venezia Oscura” di Anna Pia Fantoni”

  1. Anna Pia Fantoni dice: Rispondi

    Grazie mille!

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