Joseph John Thomson
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Joseph John Thomson

Oggi ricordiamo Joseph John Thomson nato il 18 Dicembre

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Autore d’importanti lavori sull’elettromagnetismo di Maxwell, rivolse in seguito la sua attenzione allo studio della natura dei raggi catodici, allora vivamente discussa.

Dopo che J. Perrin nel 1895 aveva dimostrato che essi trasportano cariche elettriche negative, T. nel 1897 ottenne la loro deviazione in un campo elettrico, onde si convinse che i raggi catodici sono costituiti da cariche elettriche negative portate da particelle di materia, dette poi elettroni, dei quali determinò le principali caratteristiche.

Nello stesso anno, con un esperimento rimasto classico, sottopose i raggi catodici all’azione di due contemporanei campi, uno elettrico, l’altro magnetico, e riuscì così a misurarne il rapporto tra carica e massa, nonché la velocità.

Poco dopo, osservando la migrazione collettiva di goccioline di nebbia cariche in campo elettrico, giunse a una prima valutazione della carica dell’elettrone .

Fin dal 1899 utilizzò la scoperta degli elettroni per lo studio del complicato fenomeno del passaggio di elettricità attraverso i gas, interpretandolo, con la collaborazione della sua attiva scuola di Cambridge, con la teoria della ionizzazione, per la quale gli fu conferito il premio Nobel.

La scoperta dell’elettrone riproponeva, inoltre, il problema della struttura della materia e T. propose nel 1904 un modello di atomo, costituito da una distribuzione continua di elettricità positiva, nella quale si muovono su varie traiettorie circolari concentriche tanti elettroni quanti sono necessari per compensare la carica positiva.

Il modello atomico di T., poi superato dal modello di Rutherford, ebbe una grande importanza, perché mise in evidenza il problema delle instabilità radiative comune a qualunque modello atomico comprendente elettroni basato sulla fisica classica.

Nel 1912, con un esperimento simile a quello usato per i raggi catodici, T. osservò che i raggi canale del neo sono costituiti da due generi di particelle diverse, di peso atomico 20 e 22.

Fonte: www.treccani.it

 

Se volte cimentarvi in semplici esperimenti:

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