La mia Pasqua di Lella Dellea

Rubrica del venerdì

Siamo ormai in prossimità della Pasqua e per l’occasione ho pensato di regalarvi una storia di sentimenti.

La mia Pasqua

 

Premo il pulsante con dita tremanti ed attendo che l’ uscio davanti a me si apra.

Ho la gola secca e ho il batticuore.

La porta si apre ed appare una signora anziana, alta , magra , elegante.

Sul volto rugoso appare immediatamente un caldo sorriso e, con voce delicata ma chiara, mi saluta educatamente e mi invita ad entrare presentandosi come Nonna Pasquina.

Le porgo il mazzo di fiori che ho pensato di portarle come ringraziamento per l’invito a cena, con gesti calmi e misurati, estrae dal mobile del salotto un vaso di cristallo, si allontana verso il locale attiguo, che suppongo sia la cucina, per riempirlo, mentre rimango seduto in silenzio sul morbido divano, attento ad ogni rumore.

Dopo aver provveduto al gradito omaggio, mi raggiunge , porgendomi un piattino con delle pizzette, e si siede accanto a me:

” Luce si scusa ma ha avuto un contrattempo sul lavoro e ritarderà un po’ ma ci raggiungerà per la cena.”

Mi sforzo di riattivare le meningi, sono a disagio e oltre all’agitazione avverto un forte bruciore alla bocca dello stomaco a causa del disappunto.

” Mi dispiace , ho il telefono scarico e probabilmente non è riuscita a contattarmi per comunicarmi il cambiamento di orario!” le rispondo un po’ intimorito.

” Non preoccuparti” aggiunge ” A me fa piacere avere compagnia e sono felice di avere l’occasione di conoscerti un po’ ,mia nipote che è un tesoro ma talvolta un po’ troppo schiva e riservata. Per esempio, racconta dove vi siete conosciuti?” Si rivolge a me con modi affettuosi e gentili ma mi pare si scorgere un lampo di furbizia nel suo sguardo. Ho la sensazione che conosca già la risposta al suo quesito ma che voglia verificare la coerenza della mia versione e di quella di Luce.

” In università, per la precisione al bar . Come avrà notato ho qualche anno più di sua nipote ed ero già assistente del docente di Economia Aziendale mentre sua nipote frequentava il primo anno di Lettere moderne. Un giorno, all’ora di pranzo il locale era molto affollato e abbiamo condiviso il tavolino per il pranzo, abbiamo iniziato a parlare e … beh da cosa nasce cosa ed ora a distanza di un anno eccomi qui!” Evito per ovvi motivi di raccontarle che mi sono seduto deliberatamente accanto a Luce dopo settimane in cui la seguivo con lo sguardo e raccoglievo informazioni su di lei, affascinato da una giovane studentessa che è riuscita a stregarmi al primo sguardo.

” Ti vedo che sei qui ragazzo, e ne sono felice , significa che vuoi fare le cose per bene e ti garantisco che sei il primo ad essere stato invitato a cena. ” Beve un sorso di aperitivo concedendosi una pausa ad effetto per poi riprendere ” Vedi, mia nipote è tutto per me ed io a volte sono un po’ troppo protettiva nei suoi confronti. Ti ha mai raccontato perché è stata chiamata così?

” In realtà no!” rispondo stupito, non tanto dalla domanda, quanto dalla mia superficialità. La considero la donna della mia vita e non ho mai espresso il desiderio di capire da dove provenga il suo nome che , per quanto suggestivo, non si può certo definire comune.

” Leggo nel tuo sguardo che ti piacerebbe saperlo!” Sogghigna la signora Pasquina ” Allora facciamo un patto. Io ti racconto tutta la storia ma tu manterrai il segreto e non dirai a Luce che ti ho raccontato tutto! Potrebbe togliermi la parola per settimane se sapesse che tedio il suo ragazzo con quelli che lei definisce i miei racconti da vecchia e che invece per me sono aneddoti emozionanti”, poi mi sorride con aria fiduciosa.

” Non amo mentire alla mia fidanzata, anzi, in tutta sincerità le confesso di non averlo mai fatto, quindi mi dispiace ma non posso accettare la sua offerta ” sentenzio deciso sperando di non averla offesa.

La nonna appoggia la sua omano ossuta sulla mia e con gli occhi lucidi quasi sussurra ” La tua risposta mi commuove, forse potresti essere davvero l’uomo giusto per quella meravigliosa testa calda! Ti racconterò comunque ciò che accadde e perché mia nipote sia stata la mia Pasqua, la Luce dopo il buio più nero. E se si arrabbierà pazienza, non sarà la fine del Mondo. Prima o poi le passerà!”

Beve un altro sorso lasciandomi di sasso. Non posso far altro che rimanere immobile ed attonito ad osservarla in trepidante attesa.

” Sono stata una pessima madre per mia figlia Aurora. Da giovane ero bella, benestante, superficiale ed egoista. Volevo diventare stilista di moda e ho dedicato gran parte del mio tempo e delle mie energie alla carriera. Quando rimasi in cinta avevo ormai quarant’anni e all’epoca non era cosa così comune. Dopo la nascita della bambina ripresi i miei ritmi e delegai le mie responsabilità di genitrice a mio marito e ad una tata. Inutile dire che il risultato fu disastroso. Il padre di Aurora si innamorò di una giovane modella e sparì nel nulla, la tata si sposò e si traferì all’estero e io mi ritrovai all’ improvviso a dover badare ad una figlia poco più che adolescente, spaesata , sconvolta e in guerra con il mondo intero.”

Non so per quale motivo questa donna mi stia raccontando questa dolorosa vicenda, nessuno l’ha obbligata ad aprire il suo cuore ad uno sconosciuto, ma sono ipnotizzato dal suo racconto e non poso vitare di guardarla supplicandola di proseguire con lo sguardo smarrito.

” Aurora non era cattiva ma mi odiava per averla trascurata fin dalla nascita. Lasciai il lavoro per cercare di rimediare ai miei errori e recuperare il tempo perduto ma ogni mio tentativo pareva vano. Dopo qualche anno finalmente, riuscii a scalfire la dura corazza di mia figlia e ad avvicinarmi un po’ ma , come ho dolorosamente imparato a mie spese, le cose difficilmente vanno come vorremmo. Una sera Aurora venne aggredita in un vicolo, un gruppo di delinquenti che non furono mai identificati, la assalì abusando di lei. Quando lo venni a sapere fu some se mi avessero uccisa, avrei dovuto incoraggiarla, sostenerla e invece crollai e vittima di una forte depressione non ebbi modo di starle accanto. Aurora si dimostrò più matura di me, affrontò la situazione con pragmatismo e quando scoprì di aspettare un bimbo ritrovò la fede e visse la gravidanza con una serenità incredibile. Diceva che la vera gioia può nascere solo dal dolore.”

Ho le lacrime agli occhi, mi vergogno della mia reazione ma estraggo un fazzoletto dalla tasca e mi asciugo gli occhi. Nonna Pasquina si ferma un attimo, mi versa da bere e si ricompone mentre attende in silenzio un mio gesto o una mia parola.

” Mi dispiace molto per sua figlia ma egoisticamente non posso che essere felice per la sua scelta. Se fosse stata una persona meno forte forse oggi la mia Luce nn sarebbe qui!” le dico con sincerità e un pizzico di vergogna

” Si ” risponde con aria orgogliosa ” Aurora era una ragazza meravigliosa e Luce le somiglia molto!” prosegue. “L’atteggiamento positivo di mia figlia mi aiutò ad uscire dal baratro. Ero morta dentro ma grazie all’ amore stavo risorgendo. Poi arrivò il momento del parto. Ricordo ancora quella notte, sembrava che tutto procedesse nel migliore dei modi ma non fu così, ci furono delle complicazioni impreviste e il cuore della mia bambina cedette e lei ci lasciò per sempre. ” La nonna ha il volto rigato di lacrime ed io l’abbraccio con affetto sincero sentendomi vile, gretto e superficiale per averle permesso di rivivere quest’incubo solo per soddisfare la mia curiosità. Ora capisco perché Luce non mi abbia mai parlato di tutto questo, immagino che sia molto doloroso per lei rivivere questa storia.

” Fu terribile. Ogni volta che credevo di aver finalmente raggiunto mia figlia accadeva qualcosa che la allontanava da me ma appena vidi il visino di Luce compresi e stranamente la Fede, che era rimasta accoccolata dormiente nella mia anima per anni, riemerse con prepotenza. Era il giorno di Pasqua e quando l’ infermiera mi chiese il nome della bambina, risposi senza esitazione: Luce . Si lei è stata la mia luce, la mia salvezza. Dopo il dolore straziante, paragonabile al martirio, dopo la morte di un figlio che è peggio della tua, era arrivata la luce della resurrezione. ”

Sono senza parole.  E inaspettatamente odo una voce melodiosa che ben conosco ed amo con tutto me stesso ” E per me, Nonna Pasquina, è stata una mamma amorevole e meravigliosa, sempre presente! ” Ha gli occhi lucidi ma si sforza di sorridere “Le voglio un gran bene anche se, raccontando questa storia strappalacrime, sta rischiando di far scappare il mio fidanzato e di bruciare le lasagne in forno!”

Mi alzo e la stringo tra le mie braccia dandole un bacio leggero a fior di labbra ” Non vado da nessuna pare tranquilla!” .

L’ anziana signora si alza ricomponendosi, si schiarisce la voce e si allontana ” Ne sono felice! Io invece è meglio che vada a controllare la cena!”

 

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