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L’avventura di Pinocchio – Franco Nembrini

TITOLO: “L’avventura di Pinocchio”

AUTORE: “Franco Nembrini”

“C’era una volta…un re? …No, un pezzo di legno”. Sembra una favola qualunque ma Pinocchio non è come le altre storie. E’ un romanzo di formazione, forse la storia di una redenzione, e attraverso il burattino che si fa bimbo, la redenzione possibile per ogni uomo.

La recensione di questa settimana è un pò anomala.

Anziché dare dei voti e seguire lo schema abituale, trattandosi di un libro inconsueto, ho deciso di raccontarvi semplicemente le mie impressioni, il mio vissuto collegato a questo testo.

 

Qualche tempo fa, durante una cena tra amici, un nostro conoscente ci ha chiesto : ” Avete mai pensato che la favola di Pinocchio possa trasmettere anche messaggi di fede?”.

Onestamente non avevo mai preso in considerazione l’ idea di “interpretare” favole classiche o testi conosciuti in chiave differente e dopo questa provocazione iniziai a riflettere.

Non molto tempo dopo, mi è stato proposto di svolgere il ruolo di guida volontaria per una mostra itinerante allestita per un breve periodo nel mio paese di residenza: “L’AVVENTURA DI PINOCCHIO” .

Per prepararmi in modo efficace, ho quindi acquistato il testo di Nembrini e ho partecipato ad una serata in cui l’autore ha raccontato la sua esperienza e ci ha illustrato a grandi linee il testo.

Inutile dire che questo “incontro” con Pinicchio è stato per me una sorta di Epifania. Mi ha permesso di comprendere che l’essere umano ha la capacità di rileggere la realtà in mille modi differenti e che , se lo si desidera, si può trovare un senso differente a tutto ciò che ci circonda, partendo da ciò che leggiamo o viviamo.

IL LIBRO IN SINTESI:

Come molti sapranno Collodi si è sempre dichiarato lontano dalla fede e dalla chiesa, almeno in età adulta.

Durante la sua infanzia però l’ influenza cattolica è stata notevole anche grazie alla madre , donna particolarmente devota.

Quando Collodi, deluso e senza più stimoli politici e morali, si dilettò scrivendo le avventure di un Burattino , non aveva certo l’ intenzione di trasmettere insegnamenti cristiani.

Per lui era solo un gioco, uno scritto leggero, una favola senza grandi pretese. Fu il primo a non vedere le potenzialità della sua opera e a scrivere all’amico che , qualora non avesse ritenuto opportuno pubblicarla, avrebbe potuto anche gettarla via.

Il racconto invece piace e molto, fin da subito, tanto che si vede costretto a riprendere la narrazione dopo quella che , nel progetto originario, sarebbe stata la fine della storia; Pinocchio morto impiccato.

Non è dato sapere se il significato Cristiano, che il Cardinal Biffi prima e Franco Nembrini poi attribuiscono al racconto, sia un riflesso inconscio dell’ autore, una reminiscenza d’infanzia o se siano stati gli occhi di altri a vedere messaggi nascosti.

La grandezza di questo testo, a mio avviso, sta nel dare la possibilità al lettore di riflettere su temi chiave , di comprendere che , guardando a fondo, possiamo scorgere insegnamenti e messaggi anche nelle storie per bambini.

Dovremmo imparare tutti a non vivere come Mastro Ciliegia , concentrato solo sul concreto, incapace di vedere oltre , di aprire gli occhi con stupore, di vivere appieno.

Dovremmo tutti essere come Geppetto , capace di lasciarsi andare, di voler creare una vita da un semplice pezzo di legno, capace di scarificare tutto per questo figlio ingrato, che , terminato il suo percorso riconosce in lui il padre,il riferimento e l’amore.

Comprendere che , come per Pinocchio, è possibile cambiare, dopo aver toccato il fondo , seguendo la strada dell’amore e riconoscendo l’importanza delle figure guida ( nel suo caso il babbo , la fata turchina e il grillo parlante )

Per maggiori approfondimenti vi consigliamo di guardare anche i video

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