Mimì Cocò e Bubù

Le avventure… 2° puntata

VENERDÌ 2 SETTEMBRE 2016 ( PARTE 2 )

Il negozio è spazioso ed accogliente ma poco illuminato, alle finestre vi sono tende scure e pesanti che impediscono alla luce settembrina di filtrare.

In fondo al locale vi è un tavolo che sembra antico e dietro la cassa una donnina si alza con gesti nervosi ed insicuri per poi riaccasciarsi su una sedia in legno antico e broccato.

 

La commessa sembra parte dell’arredamento, è minuta, indossa una gonna scozzese anni cinquanta ed un cardigan di cotone rosa cipria con maniche lunghe, da cui sbuca il colletto arrotondato di una camicina bianca con fiorellini rosso scuro.

Non è truccata e non porta gioielli.

I capelli castani ma con molti fili grigi, sono mossi, fini, spettinati e crespi, una massa informe che le incornicia il volto smunto dalla pelle candida.

Sposta gli occhiali dalle lenti spesse e la montatura antiquata sulla punta del naso e punta il suo sguardo un po’ assente verso la giovane donna.

 

< Buongiorno, desidera?>

Chiede con gentilezza ma con cadenza melliflua e ad una lentezza esasperante.

< Buongiorno, cercavo il Sig. Pusilli.>

La commessa le rivolge un’espressione confusa, si sfrega il sito sotto il mento come se stesse riflettendo su una questione molto importante, poi improvvisamente si riscuote, agitando le spalle e sembra ritrovare la concentrazione.

< Quale signor Pusilli? Qui ce n’è più di uno, sia più precisa!>

< Beh, veramente non saprei. Ho risposto ad un annuncio per un lavoro presso di voi e dall’ agenzia mi hanno detto di presentami qui in negozio per un colloquio con il Sig. Pusilli, perché scusi quanti ce ne sono?>

< Signorina, non so lei ma io non ho tempo da perdere, ho parecchio lavoro, come potrà vedere! I fratelli Pusilli sono due, Gianbartolomeo e Romualdo, che al momento è all’ estero, quindi penso che lei voglia parlare con il primo. Aspetti qui!>

Si allontana con passo rapido ed il ticchettio dei tacchi bassi e quadrati sembra rimbombare in tutto il negozio.

La giovane donna si guarda un po’ attorno, il locale è deserto, tutto sembra essere in perfetto ordine e il pc sembra spento, l’orario di apertura è passato da soli cinque minuti e di clienti nemmeno l’ombra, non sembra che la commessa abbia poi tutto questo lavoro da svolgere, ma mentre formulava questo pensiero, lupus in fabula, quel piccolo folletto anzianotto risbuca dal nulla facendola sobbalzare e con tono sbrigativo

< La attende nel suo ufficio, dopo quella porta salga le scale, prima porta a destra, non può sbagliare, c’è una targhetta in ceramica bianca con le iniziali dipinte GP. >

< Grazie > risponde la mora per poi avviarsi lungo il percorso indicato.

Si ode il trillo di un telefono, pare incredibile ma proviene da un vecchio apparecchio con una rotellina trasparente per comporre i numeri, nero lucido e conservato perfettamente.

Mentre la giovane sale al primo piano in lontananza si ode la risposta

< PP Libreria buongiorno! Sono Leonica, come posso esserle utile? >

 

NB:

Questo racconto è un’opera di fantasia.
Personaggi , eventi e luoghi citati sono invenzioni dell’autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione.
Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone,è assolutamente casuale

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