Mimì Cocò e Bubù

Le avventure … 5° puntata

Un ragazzo robusto e sudaticcio, esce dall’ufficio con irruenza mentre passa con energia una scopa, ormai logora, sul pavimento.

Nel tentativo di evitare l’urto, la biondina fa due passi indietro, ma urta inavvertitamente un secchio pieno di acqua lurida e, nel giro di pochi secondi, si ritrova seduta sul freddo pavimento di vecchie piastrelle.

< Ahai ! > si lamenta lanciando un urlo acuto.

< Scusa > il giovane le si avvicina e nel tentativo di aiutarla le porge una mano coperta da un guanto di gomma gialla striato di nero, bagnato e sudicio.

< No, grazie! Mi alzo da sola > risponde prontamente Colette e, prestando attenzione a non toccare con nessuna parte del corpo la pozza grigiastra che si è sparsa sul pianerottolo, con movimenti goffi ed impacciati, si aggrappa al corrimano per riassumere la posizione eretta.

< Ma cosa succede? Cos’è tutto questo baccano? > l’uscio a sinistra del corridoio si apre e ne esce un uomo non molto alto, occhi chiari ed espressione corrucciata.

Fissa la scena per un istante cercando di comprendere l’accaduto.

< E lei > pronuncia scandendo le parole ed indicando la ragazza con un dito e con gesto accusatorio < chi è e cosa ci fa qui? >

La giovane donna ha ormai il viso in fiamme, è palesemente agitata ed intimidita e con titubanza risponde

< Sono Colette Biondi e cercavo il signor Pusilli per un colloquio ma, quando ho raggiunto il pianerottolo sono stata praticamente investita da questo signore!>

L’espressione dell’uomo cambia e passa dalla preoccupazione al sollievo, rivolto all’addetto alle pulizie, intima, anche se con tono poco convinto:

< Stai più attento la prossima volta ed ora asciuga il pavimento e le scale, potrei scivolare e farmi male!> procedendo poi su una traiettoria irregolare, per non bagnarsi le calzature, raggiunge la porta dell’ufficio ed entra, poi si ferma e si volta con espressione perplessa

< Allora signorina Bindi, mi raggiunge o rimane lì?>

Lei avanza di qualche passo avvicinandosi all’ufficio con un’espressione esasperata.

Il giovane, mentre asciuga a terra con uno straccio di un colore indefinibile, si alza di scatto con insospettabile agilità, punta il suo sguardo verso la nuova arrivata e alla velocità della luce, tutto d’un fiato e senza inspirare urla

< Oggi è il due! Sant’Elpidio!>

Il signor Pusilli lo guarda e scuote la testa, con una mano chiude la porta mentre infila l’altra in tasca alla ricerca di qualcosa.

< Si accomodi pure Corinna!>

< Mi scusi ma il mio nome è Colette !>

< Si, si ha ragione ma non importa, non è necessario essere troppo precisi! Il nome a grandi linee era lo stesso! Tornando a noi, sarò breve. Presto la nostra commessa andrà in pensione e stiamo pensando di assumere personale giovane per cambiare un pò immagine alla libreria, lei avrebbe qualche suggerimento?>

Mentre parla continua a muovere la mano nella tasca dei pantaloni.

< Mah , veramente io sono appena arrivata, non ho avuto modo di vedere molto il negozio ma credo di poter dare il mio contributo proponendo qualche piccola modifica.>

< Perfetto allora si presenti lunedì mattina alla 8:30, puntuale e inizieremo la settimana di prova. Ora mi scusi ma devo lasciarla ho molto lavoro da svolgere e un’altra persona da incontrare. Arrivederci! >

Così dicendo si avvicina alla finestra e, apparentemente concentrato sul paesaggio, estrae dalla tasca una caramella già scartata e la addenta rapidamente, quasi di nascosto, mentre la ragazza si appresta ad uscire dal suo ufficio.

 

NB:

Questo racconto è un’opera di fantasia.
Personaggi , eventi e luoghi citati sono invenzioni dell’autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione.
Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone,è assolutamente casuale

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