Mimì Cocò e Bubù

Le avventure … 9° puntata

Mentre le tre giovani parlottano un po’ tra loro in attesa del loro nuovo titolare, un’auto sportiva nera con i vetri oscurati si avvicina al marciapiede, un finestrino si abbassa e dall’ abitacolo giunge una voce vagamente nota

< Oh! Oh! >

Bruna finge di non sentire e fissa lo sguardo sul muro davanti a lei.

Milena cerca di capire di chi si tratta strizzando gli occhi scuri, ma senza successo.

Colette si volta indispettita, ma repentinamente la sua espressione cambia e da adirata diventa sorpresa e fatica a trattenere un sorriso beffardo.

< Buongiorno Signor Pusilli! > esclama a voce alta per attirare l’attenzione delle altre due.

< Oh! Vieni qui!> risponde lui agitato allungando un braccio e facendo tintinnare un mazzo di chiavi.

Lei si avvicina all’auto a passo incerto

< Iniziate ad aprire mentre vado a cercare parcheggio!>

E dopo averle consegnato il prezioso trofeo si allontana rapidamente.

< Ragazze, mi sa che dovremo cavarcela da sole! > sbuffa esasperata Milena, afferrando con decisione le chiavi che la nuova collega le porge.

Iniziano ad armeggiare con il lucchetto della serranda e, poi con la porta a vetri, ma, all’abbassarsi della maniglia, il suono lacerante di una sirena pervade tutta la via.

< Chiudi!> grida Bruna

< Come? Non ti sento!> risponde Milena

Gianbartolomeo arriva correndo proprio in quel mentre, varca la porta con agilità e preme un interruttore.

Un piacevole silenzio pervade il locale.

< Scusate, mi sono dimenticato di dirvi come disinserire l’antifurto!> dice grattandosi il capo, ed un sorriso compare sul volto paonazzo per la corsa e l’imbarazzo.

Chiude la porta dietro di sé e mette in bella vista il cartello con la scritta “CHIUSO”.

< Dunque ragazze, sistematevi pure come volete. Il lunedì mattina il negozio è chiuso, ma vi avevo chiesto di venire per ambientarvi un po’e pensavo che Leonica vi aiutasse, ma non avevo capito che da oggi è in pensione, quindi vi lascio carta bianca.

Organizzatevi come credete. Se avete domande, sono qui >

< Mi scusi ma quali sarebbero esattamente i nostri compiti?> chiede Bruna.

< Ehm, dunque… accogliere i clienti, tenere in ordine il locale, rispondere al telefono, cercare libri da acquistare, rispondere alle E-Mail e se vi viene in mente qualcos’altro va bene! >

< Lei sarà qui a darci indicazioni? > domanda Colette.

< Si , io sarò di sopra, nel mio ufficio. Per qualunque cosa potete chiamarmi!>

< Che orari dovremo fare? Se dopo la settimana di prova ci riterrà idonee che tipo di contratto propone? > incalza Milena con il suo invidiabile senso pratico.

< Fate come volete l’importante è che negli orari di apertura del negozio, che al momento non ricordo, ma che trovate sul cartello appeso sulla porta, ci sia sempre qualcuno.

Per il contratto vi farò contattare dal nostro ufficio esterno, che si occupa di queste cose. Vi chiamerà la signora…> e cerca qualcosa nelle tasche dei pantaloni, poi nella giacca, con gesti sempre più concitati.

Dietro di lui, all’improvviso, la porta si spalanca colpendolo alla schiena e rischiando di farlo rovinare a terra.

 

NB:

Questo racconto è un’opera di fantasia.
Personaggi , eventi e luoghi citati sono invenzioni dell’autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione.
Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone,è assolutamente casuale

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