La vita di B
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OurFreeTime “Vita di B. – La mia strana storia” di B.B.

Una storia autobiografica… forse

Amare per imparare ad amarsi?

 

La solitudine era la mia Madame X. La migliore, fino a quel momento, proprio perché non dovevo un cazzo di spiegazioni a nessuno.
Mi svegliai nel cuore della notte con il cervello in pappa di pensieri. Erano pesi come macigni; per fortuna la mano amica li alleggerì nello stropicciare le labbra, nude e ancora asciutte. La voce della mia Marilyn mi portò lontano.
A occhi chiusi, dietro a una porta serrata dal chiavistello trivellato dal tempo, andai ovunque, sul tracciato del piacere che mi trafisse a gradi. Il corpo seguì i movimenti della mano che si alzò e si abbassò, dentro e fuori, umida e scivolosa dei pensieri che evaporarono.
La suoneria di Midnight Sky si sovrappose a Bye Bye Baby per alcuni secondi.  
“Che palle!”
Libido azzerata, mi girarono le tette. Suonava sempre quando il corpo iniziava a palpitare con il respiro in fibrillazione.
Presi il cellulare di vecchia generazione – fottesega di stare su Facebook e altri strumenti da ebeti del web – strusciando gli interni coscia per tenere il piacere in caldo. Le allentai solo quando lessi il suo nome.
“Ci vediamo?”
Guardai il quadrante con i numeri giallo-fluo. Ore 2, spaccate.
Scrissi: “Ora?”
“No, domani.”
Il solito coglione. Mi fermai a osservare il muro, avvolto nel cono d’ombra. Sopra, la luna spalmava la sua luce argentata. Premetti ancora gli interni coscia: rivoletti gocciolosi si riversarono sul coprimaterasso. Tante gocce scandirono il ritmo della mia indecisa-decisione.
Un’altra sequenza, un altro messaggio da parte del coglione.
“La notte è corta.”
“Come il tuo uccello.”
“Sei sempre la solita. O vieni o mi mandi un video.”
“La terza chance?”
“Nisba?”
“Dacci un taglio.”
“Il metodo-Bobbit è un po’ pesante, non trovi? E poi mi lasci qui, con il culo scoperto?”
“Sei al solito posto?”
Mi inviò un audio.
“Sì, al solito. Scopri il culo con me?”
La sua voce da gattone accalorato mi scompigliò il pelo pubico. Mi alzai in piedi. Feci per prendere la felpa, poi mi fermai.

 

“Vita di B.”: una strana storia (vera?)
Una storia sopra le righe. Un’identità così nascosta che si abbrevia in una B. Chi è B.? Non lo sa neanche lei (è davvero lei?): ha infatti un rapporto complesso con la famiglia, con gli amici, ma prima di tutto con il suo corpo. Fin dall’inizio capiamo che ha qualcosa di singolare. Il suo corpo non è come quello di altre persone. A un certo punto B. incontra Eva, donna sensuale e misteriosa che le sembra di conoscere da sempre. Eva conosce anche il suo amante Teofilo, cui è unita da una tresca che però sembra avvicinarsi all’amore. E nell’amore B. sembra ritrovarsi: è forse questo sentimento la chiave di tutto? Amare per imparare ad amarsi?
“Vita di B.” è una storia strana, sospesa, narrata secondo i due punti di vista di B. e di Eva. Il libro ricorda alcuni romanzi erotici di formazione in cui piano reale e piano narrativo convergono al punto da confondersi. Amore, dolore, solitudine, linguaggi crudo, esplicito, non politically correct: un filo rosso ci guida sulla strada della presa di coscienza dell’identità di B. Una storia romanzata? Un romanzo vero? Con un’indicazione temporale che sembra alludere a una prossima uscita. Ci rivedremo tra sei mesi con B.?

 

La storia


Una vita strana, raccontata da due punti di vista diversi. Due punti di vista che si rispecchiano.
“B. è la mia iniziale, la mia Miss V. ha due volti come la luna. Leggo romanzi di formazione maledetti, guardo film trash, ascolto musica elettronica e sono al momento senza lavoro. Se qualcuno ha un’offerta, mi faccia un fischio!
Mi sono seppellita quando sono nata, ma non volevo: mi ci hanno costretto. Ho una sensibilità da aliena, mi guardo allo specchio perché ho paura di me; a volte perché mi devo cercare. Non mi sono ancora trovata, ma forse questa è la volta buona e qui ve lo racconto. Forse di me capirete poco, devo capirci anche io. Il mio non è il paese delle Meraviglie, è simile a un film a scatole cinesi. L’unica certezza è erotica perché la sento nella pelle per ritrovarmi. Fino a quando non incontro…B.”

 

 

La stanza era così bella con la luna che entrava e faceva l’amore con il buio e con le ombre delle fronde mosse dal vento. La stanza mi proteggeva dal mondo e io proteggevo me stessa dal Teofilo.
Finalmente mossi le dita sul tastierino appiccicaticcio. 
“Resta lì, con il culo fuori. Magari tutta la notte, forse ti riprendi.”
Spensi il telefono, lo lanciai sul comodino, mi stesi di nuovo. Feci scivolare la mano tra le gambe, ma non mossi le pieghe tentatrici. Il sonno fu più forte del desiderio. Per una volta mi addormentai senza regalarmi l’orgasmo della buonanotte. Mi addormentai, con una televisione in testa fatta di interferenze oniriche impastate di facce, cosce spalancate, nuvole muta forme con cuori pulsanti incorporati. Le lenzuola erano il dettaglio stropicciato della realtà che mi vomitava addosso la sua crudezza.  Mi addormentai sapendo che per una buca data ne avrei ricevute tre.
La legge dei grandi numeri non sbagliava, mentre quella dell’attrazione, sempre. Almeno con me.

L’autrice: B.B.
Nasce in una grigia cittadina di provincia. Precaria per sua ammissione, poco Social, un po’ più sociale, nata all’inizio degli anni Novanta o forse poco prima, ama la musica e i cactus. Legge poesie erotiche quando ne ha voglia.

 

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