Piero Chiara
Citazioni ed Aforismi

Piero Chiara

La citazione di oggi è di un noto scrittore luinese: Piero Chiara

Nata e cresciuta a pochi passi dal Lago Maggiore e di Luino in particolare ho sentito molto parlare di questo scrittore ruvido ed irriverente capace di raccontare in modo preciso e diretto i paesaggi ed i personaggi del suo paese natale.

La vita di Piero Chiara in breve

Chiara Pierino , poi noto come Piero , nasce a Luino, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore da Eugenio Chiara e Virginia Maffei.

Fin dall’infanzia si dimostrò uno spirito libero , ansioso di sperimentare e poco incline al rispetto dei limiti e regole rigide.

Studiò con Vittorio Sereni, poi celebre poeta, ma il suo rapporto con la scuola non fu idilliaco. Poco interessato ed incline allo studio non raggiunse risultati eccelsi e non si applicò mai in modo costante.

Nei suoi testi riprenderà spesso aneddoti e racconti ispirati a questo periodo ed alla sua burrascosa adolescenza. Ne sono un esempio le avventure di Pierino tra i banchi del mercato di Luino .

Durante questo periodo da lui stesso definito la sua  “non studiosa adolescenza”, Chiara non trascura si dedica , da autodidatta indipendente all’ampliamento della sua cultura letteraria. Fu particolarmente colpito da Collodi e da Ugo Mioni , anni dopo racconterà di aver anche riscritto quasi parte dei suoi testi su un quaderno per avere i suoi racconti sempre vicino.

L’amore per la lettura occupa gran parte delle giornate del giovane Piero Chiara che, grazie alla biblioteca pubblica di Luino, si accosta a numerosi autori con caratteristiche e stili molto diversi , da Manzoni a Pirandello. Non distegna nemmeno la poesia prediligendo Leopardi , Dante e Pascoli.

In quegli anni si dedica a molte passioni , molte delle quali non legate a cultura e scrittura ma dedicate al mondo femminile.

Appena possibile inizia a viaggiare , anche all’estero ed in particolare in Francia da dove rientrerà nel 1932 senza soldi ma con un gran bagaglio di esperienze umane.

Partecipa ad un concorso ed inizia a lavorare come dipendente pubblico, con il benestare della madre fino a quando a causa dei suoi comportamenti anticonvenzionali non viene espulso dal partito fascista e “congelato nel grado e nello stipendio”

Inizia a “bighellonare” almeno in apparenza tra bar, amici, letture e passeggiate ma l’acuto senso di osservazione, la buona memoria e la fantasia narrativa gli permisero di raccogliere molto materiale per le sue future opere.

Nel 1940 viene richiamato alle armi e trascrive le sue idee e le impressioni sottoforma di diario dando vita a: il Diario per Marco” dedicato al figlio.

Il 23 Gennaio 1944 viene emesso un ordine di arresto nei suoi confronti, perchè ritenuto un sovversivo con atteggiamenti sconvenienti e contrari alle logiche del regime. Il giovane Chiara deve perciò fuggire in Svizzera in cerca di salvezza. Qui viene accettata la sua domanda di asilo politico.

In quegli anni non solo ebbe la possibilità di rivedere il figlio a Zurigo ma intrattenne numerosi legami con gli intellettuali elvetici e questo gli permise poi di scrivere e pubblicare le sue opere.

Nel 1964 pubblica la versione riviste de “Il piatto piange” e l’anno successivo il romando “La spartizione”

Ottenne un grande successo con estimatori appartenenti a tutti i ceti sociali anche se alcuni critici lo accusano di essere un autore popolare , definizione di cui l’autore si vantò con orgoglio.

Chiara va però ricordato anche come critico d’arte e non solo come romanziere e novellatore.

Passa gli ultimi anni della sua vita tra Varese , dove vive e svolge la mansione di presidente del partito liberale, e i numerosi viaggi. Non mancano le occasioni per tornare a Luino , dove diceva di ritrovare se stesso .

 

Fonte: https://www.premiochiara.it/piero-chiara

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