Rubrica dedicata alle segnalazioni
Nuove Voci

Probabili Imprevisti Resta con me di Ileana Secci

Questa settimana nella rubrica Nuove voci vogliamo proporvi  questo romanzo online dal 17 maggio. Questo romanzo fa parte di una duologia, è il volume conclusivo, il primo si chiama Probabili Imprevisti Sei colpa mia.

Sinossi

Filomena ha sacrificato la sua vita, per proteggere quella delle persone alle quali è legata e non ha mai smesso di amare Kian: il suo vero amore. Lui, dal canto suo, inconsapevole di quello che stava subendo Filomena, ha cercato di andare avanti, ovviamente, senza riuscire a dimenticarla. Venuto a conoscenza, tramite il suo amico Marco, di quello che stava accadendo in realtà, decide di chiedere aiuto all’unica persona, alla quale non avrebbe mai voluto rivolgersi. Angelo, suo padre, è il capo di un clan mafioso ed è sempre stato propenso a dare il suo appoggio al figlio, ma a quale prezzo? Kian ha sempre rinnegato le sue origini, si è sempre estraniato da quella vita macchiata di crimini, però, sa perfettamente che l’intervento di Angelo non è gratuito e che, presto o tardi, dovrà ripagarlo. La situazione di Filomena non è migliore: è finita nel tunnel della droga e fa di tutto per nasconderlo a chiunque. Uscire da questo girone non sarà per niente facile, implicherà fatica, porterà dolore e sofferenza e, disgraziatamente, dovrà affrontare nuove difficoltà. Il loro amore verrà minacciato da “Probabili Imprevisti” e chissà se sapranno superare anche queste inesplicabili complicazioni?

 

 

#Estratto

La faccia compiaciuta di mio padre è qualcosa che mi dà la nausea e, essere a conoscenza di quante volte lui abbia desiderato e immaginato questo momento, è ancora peggio per il mio stomaco già rivoltato. Strofino le mani sopra i miei jeans e lo ascolto esprimere orgoglioso: “Guarda come ti dona quell’anello, sembra che sia stato fatto apposta e su misura per te. Invece, era di non so quale bis, bis, bis nonno.”

Osservo il cerchietto di metallo prezioso e cerco il lato positivo dell’indossare questo gioiello, decisamente troppo vecchio e intriso da macchie di sangue invisibili, per poterlo portare con alterigia. Penso che, nonostante tutto, poteva andarmi peggio. E se avessi ereditato un anello d’oro, con una pietra d’onice grande e vistosa? No, per carità! Mi è andata piuttosto bene e devo solo imparare ad abituarmi a vedermelo al dito. È quadrato e il simbolo, o meglio lo stemma della famiglia Rizzo, è la testa di una maestosa tigre, già questo è tutto un dire. Come spiegherò, a Filomena la scelta di indossare questo cavolo di coso, al mignolo della mia mano destra? Lo spaccerò per un cimelio di casa Rizzo e, con il tempo, le racconterò tutto di me e della mia assurda e orrenda famiglia. Mentirei se dicessi che mio padre, con me, si è comportato male, beh, non è stato un papà modello, ma, quando ho avuto bisogno di lui, c’è sempre stato. Lasciava la puttana di turno e veniva ad accertarsi che il suo intervento non fosse necessario. Non ho mai chiesto il suo aiuto, proprio per non imbattermi in questa circostanza e a quello che conseguirà accettare questa eredità. Però ciò non toglie che lui c’era, c’è e, sono certo, ci sarà sempre, finché sarà in vita. D’altronde sono sangue del suo sangue e mi ha sempre voluto bene. Mia madre, non appena capì come e cosa faceva suo marito per vivere, scappò a gambe levate; non la biasimo per questo, visto che ho deciso io di rimanere qui in Italia e di vivere con lui. Non ho ancora capito perché non abbiano mai chiesto il divorzio, forse per non fare un torto ai loro genitori… Non lo so, ma io avrei agito diversamente. Letty Castillo fuggì dalla nostra casa, credendo che la sua Los Angeles fosse migliore della mia Milano, ma si sbagliò, perché la sua famiglia d’origine non è di certo meno ingombrante, di quella di Angelo Rizzo.

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