I termini che non conoscevo
I termini che non conoscevo

quadrittongo

Continuiamo a parlare di termini riferiti all’ambito scrittura e lettura

quadrittongo

[qua-drit-tòn-go]
s.m. (pl. -ghi)

Successione di quattro vocali in una parola, costituenti un’unica sillaba, ma separabili anche in più sillabe per necessità retoriche o metriche.

 

Etimologia: ←  comp. di quadri ‘quattro’ e phthóngos ‘suono’.

In grammatica, gruppo costituito da 4 vocali (in senso largo) che si seguono nella medesima sillaba. Si può avere anche in parole italiane, ma è rarissimo e in ogni caso non è stabile: per es., in ossequiai l’ultima sillaba, -quiai, si può spezzare in 2 sillabe e anche in 3, -qui-a-i, sia per effetto della posizione nella frase sia per libera scelta stilistica.

Se dovessimo cercare termini che fanno rima con quadrittongo per scrivere una poesia o una filastrocca avremmo l’ imbarazzo della scelta, vi riportiamo solo alcuni esempi:

  • lungo
  • bingo
  • casalingo
  • dingo
  • fandango
  • fango
  • fiammingo
  • fungo
  • mango
Analogamente potremmo parlare di elementi simili , monottongo, dittongo, trittongo
  • Un monottongo è una vocale realizzata con un vocoide singolo, la cui articolazione dall’inizio alla fine è stabile e non si muove verso nuove posizioni, a differenza quindi dei dittonghi. In italiano e spagnolo tutte le vocali sono realizzate con monottonghi; i dittonghi sono semplicemente incontri casuali di due vocali che possono essere pronunciati nella stessa sillaba. In inglese, ma anche in parecchi dialetti italiani, molte vocali lunghe sono in realtà pronunciate con dittonghi e i monottonghi sono quindi relegati alle vocali brevi e a qualche lunga. Per esempio, in inglese le vocali spesso descritte come “/iː, uː/” sono in realtà realizzate spesso come, , ovvero con dittonghi. Storicamente, il passaggio di un monottongo a un dittongo e di un dittongo a un monottongo è una delle cause più importanti del cambiamento linguistico. Per esempio, in sanscrito, i fonemi /ai/ e /au/ erano pronunciati come dittonghi e venivano scritti in quel modo in Devanagari e negli alfabeti correlati. Nelle lingue indiane moderne, discendenti dal sanscrito, sono spesso realizzate con un’estensione assai minore, che tende al monottongo.
  • Il dittongo Gruppo costituito da due vocali che si seguono nella medesima sillaba. Una delle due è vocale sillabica, l’altra può essere sia vocale vera e propria ma asillabica, sia semiconsonante. Il d. è ascendente se la vocale sillabica è la seconda; discendente se la vocale sillabica è la prima. In opposizione al d., la vocale semplice è chiamata monottongo. Si dicono dittongazioni le trasformazioni di vocali semplici in d.; monottongazioni le trasformazioni di d. in vocali semplici. D. mobile In grammatica italiana, sono i d. ie, uo svoltisi dal lat. ĕ, ŏ rispettivamente; il d. resta tale se è accentato, altrimenti in genere si contrae in una sola vocale: per es.: muovo, ma mossi, moto.
  • Si definisce trittongo una sequenza di tre suoni vocalici tautosillabici (appartenenti cioè alla stessa ➔ sillaba), in cui un solo segmento è associato con la posizione strutturale del nucleo sillabico, mentre gli altri due elementi hanno valore di approssimante non sillabica .

 

 

 

 

 

Fonte:

educalingo.com

enciclopedia treccani

 

 

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