Recensione “Illusioni Sommerse” di Cristiano Pedrini

Oggi vi proponiamo la recensione di un romanzo che definirei giallo/rosa; “Illusioni Sommerse” di Cristiano Pedrini

Dopo la recensione di “Il piano inferiore di Cristiano Pedrini, ho voluto cimentarmi nella lettura di “Illusioni Sommerse”

Illusioni Sommerse
Illusioni Sommerse

La mia opinione su “Illusioni Sommerse”

Un bel rompicapo, direi !
Potrei definire questo testo un mistero, un labirinto di possibilità ed intuizioni, un mix abilmente miscelato tra giallo e rosa. La tastiera di Cristiano, anche questa volta, non mi ha deluso. Non è il genere di romanzo che leggo abitualmente ma Pedrini è sicuramente un autore dotato. Lo stile è fluido, pulito, semplice ma ricco di dettagli, di particolari. Il mistero di infittisce e la realtà non è apparenza ma talvolta la soluzione è sotto i nostri occhi, a portata di mano, più ovvia di quanto si creda. I protagonisti sono molto diversi tra loro ma l’autore li descrive perfettamente, con pochi tratti e qualche curiosità è come se ce li presentasse , ci permettesse di intuire la personalità e le problematiche dei personaggi e , di conseguenza, le possibili reazioni e le cause di alcune azioni.
La trama è ben definita, non presenta vuoti o momenti di stallo, unica piccola pecca un particolare episodio descritto nei primi capitoli, che mi è parso lasciato in sospeso.
Le scene di intimità , in particolare in un M/M normalmente mi imbarazzano ma ciò non accade nei romanzi d Cristiano perchè tutto viene descritto con tatto, sensibilità, tenerezza e in modo assolutamente naturale non forzato o ostentato ( in effetti credo che sia l’ ostentazione a provocarmi quel vago senso di disagio)
Qualche refuso ma nulla di rilevante.
CONSIGLIATO : A chi cerca un giallo soft, ricco di sentimenti e di tenerezza.
SCONSIGLIATO : A chi non apprezza storie M/M

 

L’ispettore si rialzò dalla poltrona e si avvicinò a una libreria, continuando a sorseggiare il caffè. Anche lui aveva letto un paio di romanzi di Foster, li aveva ricevuti in regalo da alcuni colleghi. Ne tolse uno dal ripiano. Ne aveva letto solo metà, più che altro per ingannare il tempo nelle lunghe sere che si costringeva a passare in ufficio ben oltre il suo orario di servizio.Quello era un luogo nel quale riusciva a sentirsi meno solo e in fondo era meglio del suo piccolo appartamento a Hampstead, a nord di Londra

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