Recensione “Ape Bianca” di Valentina Villani

APE BIANCA 2019 - COVER FRONT

Una lunga lettera aperta che giunge fino al cuore del lettore

Leggo molto, è noto, e sono “onnivora” nel senso che amo cambiare, scoprire, accrescere le mie competenze e sperimentare generi diversi ma quando mi trovo di fronte a libri come questo ho delle serie difficoltà nello stendere una recensione.

La mia opinione

Un testo intenso, non potrei definirlo in modo diverso. Non si tratta di una narrazione ma di qualcosa di diverso e, a mio avviso, molto più difficile.

Complimenti all’autrice! Nel libro racconta le sue fragilità, la rabbia, il dolore, la fatica di guardare avanti e di accettare la realtà.

Persa nella fatica di sopravvivere alla morte della madre, la protagonista cerca di “rimanere a galla” e di ritrovare l’equilibrio perduto aggrappandosi ai ricordi e alla tenerezza dei gesti semplici e al senso di “compagnia” che spesso si verifica dopo la scomparsa delle persone amate.

Di bruciature la vita non te ne aveva risparmiate, il caffè bollente aveva lasciato invisibili ma dolorose tracce di fragilità sulla tua pelle. E mi piace pensare a quella goccia di latte come a un gesto inatteso, la mano di chi non ti abbandona, oppure come a un piccolo spiraglio di verità, la lacrima che scende lenta nei solchi di un’espressione dura.

Valentina non si nasconde, non cerca di celare la sua sofferenza. Narra in modo diretto e struggente quegli attimi in cui ci si sente “fuori posto” e ci si aggrappa con le poche forze rimaste al desiderio di comprendere a tutti i costi

 

Non so dove posare la mia anima dilaniata e sanguinante, non trovo un posto dove collocarla senza farla andare in frantumi. Nel corpo immobile il pensiero fa rumore come un aereo che precipita. Tante volte ho immaginato cosa si provi a stare su un aereo mentre si schianta al suolo, la vita che scorre davanti agli occhi oppure il semplice prendere atto della morte.

Semplicemente meraviglioso, capace di rimanere non solo nella mente ma anche nel cuore del lettore.

CONSIGLIATO: A chi desidera riflettere su tematiche importanti come la morte, il dolore, la ricerca della forza interiore in modo semplice, pulito, diretto

SCONSIGLIATO: A chi non ha la voglia o la forza di andare oltre le apparenze, a chi crede che condividere la parte più intima di se sia un esempio di mania di protagonismo

 

Se avete apprezzato questo testo mi permetto di suggerirvi la lettura di altri due libri :

 

 

Lascia un commento