Recensione “Claire nella tempesta”

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Dopo “Ovunque per te” abbiamo recensito oggi per voi un altro libro di Elena Genero Santoro

Ricordiamo in breve la sinossi

Luglio 2016, Londra. Claire è in procinto di sposarsi con Philip, ma un’ombra oscura la sua felicità. Claire è sterile, non potrà mai dare al futuro marito il figlio che lui tanto desidererebbe.  A due settimane dalle nozze, dopo aver letto negli occhi di Philip dell’invidia per un’amica incinta, Claire, sconvolta, scappa e si rifugia nell’appartamento di famiglia a Nizza, sulla Costa Azzurra. Lì Claire trova il cugino Oswald, che soffre di ipertimesia: da quando è nato ricorda ogni istante della propria vita, anche i momenti più dolorosi, e ora sta cercando un po’ di pace in riva al mare. La convivenza tra Claire e Oswald si preannuncia subito conflittuale e Claire non risparmia al cugino i suoi malumori. Intanto, in spiaggia, Claire conosce Nick e instaura con lui una relazione sessuale che le serve per distogliersi dai suoi fallimenti. Ma proprio dopo aver scoperto che Oswald è fonte di infinite sorprese e aver deciso di affrontare in modo maturo i suoi problemi con Philip, Claire si trova coinvolta nell’attentato del 14 luglio. Da quel momento gli equilibri saranno rotti e tutti subiranno le conseguenze dell’attacco terroristico, nessuno escluso, nemmeno la creatura più innocente.

La mia opinione

La storia è avvincente ed è stato bello ritrovare alcuni dei personaggi del libro precedente.

La protagonista, Claire , è una donna sofisticata, elegante ed intelligente ma anche fredda, egoista e snob.

Durante la lettura ho alternato momenti di antipatia estrema nei suoi confronti a sorrisi affettuosi verso una creatura che riesce a ritrovare se stessa dopo una tragedia.

Ho provato invece un’istintiva empatia verso Oswald, il cugino della protagonista, l’ho immaginato passeggiare tra le vie di Nizza e cullare i bambini nell’ospedale pediatrico, un soggetto buffo ma estremamente positivo.

Lo stile è pulito, chiaro, diretto.

I dettagli sono ben inseriti nel contesto e la storia ha una sua evoluzione ben distribuita a livello di ambientazioni e tempistiche.

Coraggiosa ma ben riuscita l’idea di inserire un evento storico realmente accaduto come l’attentato a Nizza, raccontato molto bene, sottolineando sgomento, incredulità e sofferenza ma senza spettacolarizzare eccessivamente l’evento.

 

CONSIGLIATO a chi cerca una storia realistica. A chi crede che anche nella peggiore tempesta sia possibile sperare in un raggio di sole

SCONSIGLIATO a chi ha principi troppo rigidi, a chi cerca la classica storia da fiaba con principesse indifese e principi senza macchia

 

È stato un mio peccato di presunzione credere di
spuntarla. Era una sfida con me stessa e mi ero quasi convinta
di averla vinta. Ma poi la verità salta fuori in un modo o
nell’altro. Ci voleva uno tsunami per farla emergere appieno.
Ci è voluta una tragedia con ottantasei morti per costringermi
a sciogliere i miei nodi interiori. Non ne sono molto fiera.»
Futura versò il tè nelle tazze.
«Però ti ammiro molto, sai?»
«Tu ammiri me?» Claire era sinceramente sorpresa.
«Guarda quante cose belle hai fatto da quando tutto è inizia-
to! Questo piccolino è tranquillo e sereno, si vede che sta be-
ne. E tuo cugino Oswald? Come sta adesso?»
«Oh, lui abbastanza bene. Nel fisico si è ripreso e ha anche
perso qualche chilo.» Faceva la spola tra Nizza, dove aveva
trovato l’amore, e Londra, dove era uno zio splendido per An-
toine. «Vedessi che bel rapporto ha col bambino!»

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