recensione: CON L’AFRICA NEL CUORE di Lella Dellea

Mamma mia che emozione!

Non potevo non condividere con tutti voi la prima recensione ufficiale di “Con l’Africa nel cuore!”

Una gioia immensa e un piccolo sogno che si sta concretizzando ogni giorno di più!

Manca poco ormai e chi ne ha prenotata una copia potrà finalmente leggerlo ed assaporarne ogni pagina.


C’è un male bellissimo, che tutti dovrebbero provare. Lo chiamano il “mal d’Africa” ma io preferisco chiamarlo “inno alla vita”.
Immaginate l’orizzonte, su cui il tramonto si spruzza di macchie scure, dipinte dalle ali grigie di alcuni marabù. Non è difficile immaginare il loro canto, flautato e allegro, che si infrange contro il silenzio della savana, svanendo come una debole onda che tiene separato il confine tra mare e cielo.
Entrate in questo orizzonte e verrete catapultati nelle descrizioni minuziose e fiabesche di questo libro ambientato in Africa.
Con l’Africa nel cuore mi ha accompagnata nuovamente dai bambini che ho lasciato lì. Da quei bambini che, dopo aver assaggiato l’acqua frizzante, sono scoppiati a ridere e a urlare “no agua… no agua”. Quei bambini che mi toccavano i jeans come se fossero un tesoro e che guardavano i miei capelli biondi con una curiosità mista a meraviglia.
L’intelligente ingenuità del popolo africano colora di passione ogni pagina di questo libro, richiamando il lettore a scenari di assurda bellezza. Una bellezza che abbraccia una storia d’amore tra i due protagonisti, che cresce piano piano insieme al nostro desiderio di iniziare un nuovo capitolo.
Nessuna parola è gettata lì a caso, per il semplice fatto che in Africa non vi è nulla di scontato o di prevedibile. La stessa ricercata lentezza degli eventi che si susseguono in emozionanti paragrafi sembra descrivere la calma che caratterizza un popolo che ha fatto del tempo un sistema per metabolizzare le difficoltà e la povertà, e trasformarli in musica e danze.
Leggete con calma ogni parola, affondate nelle descrizioni… riproducetele bene nella vostra fantasia. “Guardate” i colori descritti nel libro. Guardateli bene, perché questi sono i colori dell’anima.
Questo libro riuscirà a farvi provare il “mal d’Africa” senza condurvi fisicamente lì.
Con me c’è riuscito. E da quando ho avuto l’onore di editarlo sogno gni notte di essere ancora lì, in Africa, e spesso una lacrima che si accoda con quelle che l’hanno preceduta apre la strada a quelle che la seguiranno, mi disillude e mi ricorda che non potrò mai più rivedere gli occhi dei miei bambini nè i fiabeschi tramonti che ne incorniciavano una vita povera, ma ricca di sorrisi veri.
Sorrisi autentici.
Sto ancora vagando affannosamente alla ricerca di altri.

 

Silvana Uber

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