Recensione “La cruna dell’ago” di Ken Follett

La cruna dell'ago

Questa settimana, la mia opinione su uno dei primi libri di Ken Follett

Come ormai molti di voi sapranno, apprezzo molto questo autore.
Ho avuto modo di leggere molte sue opere ed ero veramente curiosa di conoscere meglio uno dei suoi primi romanzi. Scritto ancor prima della mia nascita.

Inutile dirvi che non mi ha delusa, anzi.

Procediamo con ordine.

 

La cruna dell’ago

1944. Mancano poche settimane al D-Day. Per sviare l’attenzione dei tedeschi dalle coste della Normandia, dove avverrà lo sbarco, gli Alleati hanno radunato una finta armata nella regione dell’East Anglia. Il depistaggio sembra funzionare, ma un agente tedesco scopre la messinscena. Senza che il Servizio segreto britannico si sia mai accorto della sua pericolosa presenza, sono ormai parecchi anni che vive a Londra in incognito. Il suo nome in codice è l’Ago ed è stato scelto personalmente dal Fürher.

Sinossi ufficiale ( Fonte: ibs.it)

La mia opinione

Il contesto storico, gli eventi e i personaggi sono dettagliati e curati in modo preciso e metodico.

La trama è in realtà composta da più storie che per una serie di ragioni si intrecciano fino a giungere ad un finale unico.

Chi conosce l’autore sa che è una caratteristica comune in molte sue opere, in particolare in quelle a sfondo storico , come le note trilogie ( I pilastri della terra, mondo senza fine e colonna di fuoco o La caduta dei giganti,L’inverno del mondo e I giorni dell’eternità ).

Ammiro particolarmente la capacità di tramettere la cultura, il modo di pensare e di agire del periodo storico in cui si svolgono gli eventi. Follett riesce a spiegare, attraverso le azioni , i pensieri e le reazioni dei personaggi, le motivazioni che spingono alcuni ad assumere un certo ruolo o a comportarsi in un certo modo.

Non voglio svelarvi nulla ma vi basti sapere che sono giunta a comprendere e a giustificare la carriera di una spia tedesca e allo stesso tempo ho assaporato l’adrenalina della “caccia all’uomo” accanto ai servizi segreti britannici.

Rispetto a suoi scritti più recenti è evidente come la scrittura sia più acerba, in questo testo non è infatti riuscito, a mio avviso, a distribuire in modo ottimale i tempi tra le varie sotto-storie e in alcuni punti gli eventi sono poco credibili . Con il passare degli anni ha imparato a dosare meglio la “presenza” dei personaggi in relazione alla loro importanza all’interno della narrazione e ad attenersi di più alla veridicità ma resta, a mio avviso, un ottimo scritto

 

CONSIGLIATO: A chi ama le atmosfere storiche ben riprodotte, a chi vuole conoscere un meglio il periodo della seconda guerra mondiale in modo romanzato ( anche se non eccessivamente), a chi apprezza personaggi dalle mille sfaccettature molto umani e realistici ( quasi sempre)

SCONSIGLIATO: A chi cerca l’azione rapida, l’avventura fine a se stessa, scene di guerra al fronte o di violenza esplicita.

 

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