Lei mi avrebbe detto di di Manuel Pomaro
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Recensione “Lei mi avrebbe detto sì” di Manuel Pomaro

Come ogni giovedì, nella rubrica dedicata alle recensioni,  condivido con voi la mi opinione sull’ultimo libro letto

Oggi vi parlerò di “Lei mi avrebbe detto sì” di Manuel Pomaro

 

LA MIA OPINIONE:

Si tratta indubbiamente di un testo differente da tutto ciò che ho letto negli ultimi mesi. Uno stile fluido, preciso, non sempre leggero che porta la lettura alla giusta “lentezza” , per poter comprendere bene gli eventi e ipotizzare le possibili ripercussioni di scelte ed atteggiamenti.
La storia mi è piaciuta molto e mi ha permesso di percepire molte emozioni, passione, rabbia, delusione, paura, tristezza, sconforto ma anche amore, speranza e condivisione in quanto l’amicizia è un elemento pregnante del libro.
Ho apprezzato anche il punto di vista maschile. Molti romanzi sono scritti da donna e so per esperienza che le fanciulle hanno non poche difficoltà ad immedesimarsi nei protagonisti di sesso maschile, ad immaginare pensieri e reazioni di un uomo.
In generale ho quindi apprezzato ciò che ho letto anche se non ho ben compreso lo “stacco” netto tra i primi capitoli ed il resto della narrazione. Nelle prime pagine sembra che la protagonista sia Miriam ma dopo alcuni capitoli la prospettiva cambia ed il vero protagonista diventa Ascanio. Questo cambio mi ha destabilizzato un po’ come se l’autore avesse iniziato a scrivere con un idea e a avesse poi cambiato direzione strada facendo …
CONSIGLIATO a chi cerca una bella storia, con sentimenti emozioni e vicissitudini varie che riflettono quella che potrebbe essere la realtà
SCONSIGLIATO a chi vuole la favola, l’evasione totale, solo rose e fiori senza difficoltà o profondità
Vogliamo inoltre condividere con voi la leggenda della farfalla blu, riportata fedelmente dalle ultime pagine del libro. Non si tratta di un estratto della parte narrativa ma ha un significato profondo se la si collega alla trama .
La leggenda della farfalla blu narra di un uomo vissuto molti anni fa,
rimasto vedovo e con due figlie di cui prendersi cura. Le due bambine erano
estremamente curiose, intelligenti e desiderose di imparare. Per saziare la
loro fame di conoscenza, riempivano in continuazione il padre di domande.
Talvolta egli dava loro risposte sagge, ma non sempre era facile convincere
le due bambine o rispondere correttamente ai loro quesiti.
Notando l’inquietudine delle sue due figlie, l’uomo decise di mandarle in
vacanza presso un saggio che viveva sull’alto di una collina, per convivere
insieme e imparare da lui. Il saggio si mostrò in grado di rispondere senza
alcuna esitazione a qualsiasi quesito delle due bambine.
Un giorno, però, le due sorelle decisero di architettare un’astuta trappola per
il saggio per poter misurare la sua sapienza. Una notte, le due idearono un
piano: proporre al saggio una domanda alla quale egli non fosse in grado di
rispondere.
– Come possiamo ingannare il saggio? Quale domanda potremmo fargli per
coglierlo impreparato? – domandò la sorella minore.
– Aspettami qui, te lo mostro subito, – rispose la più grande.
La sorella maggiore discese la collina e, passata un’ora, tornò con il
grembiulino chiuso a mo’ di sacco, nascondendo qualcosa.
– Cos’hai lì? – chiese la sorella piccola.
La maggiore infilò una mano nel grembiule e mostrò alla bambina una
splendida farfalla blu.
– Che meraviglia! Cos’hai intenzione di farne?
– Sarà questa l’arma che ci permetterà di ingannare il maestro con una
domanda a trabocchetto. Lo cercheremo e, una volta trovato, terrò la farfalla
nascosta in una mano. Domanderò poi al saggio di dirmi se la farfalla che
ho in mano sia viva o morta. Se egli mi dirà che è viva, stringerò forte la
mano e la ucciderò. Se risponderà che è morta, la lascerò libera.
Accogliendo la proposta della sorella maggiore, entrambe le bambine si
misero alla ricerca del saggio.
– Saggio, – disse la più grande, – sapresti indicarci se la farfalla che ho tra
le mani è viva o morta?
Al che il saggio, con uno scaltro sorriso, rispose: – Dipende da te, essa è
nelle tue mani.
Come sempre vi invito a leggere il manoscritto e a condividere la vostra opinione.
Lella

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