Recensione “Relativo” di Davide Skerl

copertina RELATIVO

Per la rubrica del giovedì dedicata alle recensioni oggi vorrei condividere la mia opinione su “Relativo” di Davide Skerl

Quelle che leggerete sono storie che hanno come argomento il male che rimane  relativo in  quanto strettamente legato a un’idea di bene distorta o comunemente non accettata. 
Il bene, infatti, non è assoluto.
Ripensate a quella volta inconfessabile in cui siete stati egoisti, falsi o avete fatto IL MALE solo per tenervi buona una persona. Magari convincendo tutti gli altri che sì, lo facevate a fin di bene…
LA MIA OPINIONE
Sono a corto di parole, e vi garantisco che capita raramente. Un’idea innovativa e coraggiosa, spaccati di vita che non sottolineano il buono e il bello ma il male che nostro malgrado fa parte delle nostre esistenze. Non fraintendete, non si tratta di un’adulazione del male stesso ma di una semplice constatazione: L’esistenza è composta da luce e buio e talvolta il nero sovrasta il bianco. Accade e non è corretto negarlo. Tanti piccoli racconti che permettono di riflettere. Il libro mi ha fornito degli spunti da cui partire e questo è un concetto a me caro , è il fondamento di questo blog , un inizio…
Purtroppo ho riscontrato qualche refuso e anche un paio di errori che mi hanno fatto storcere il naso.
CONSIGLIATO: A chi cerca qualcosa di nuovo, di diverso, a chi è disposto a farsi “provocare”
SCONSIGLIATO: A chi cerca la favola zuccherina dalla narrazione fluida e in cui tutto si tinge di rosa
Mi presento, sono l’amicone. Io vado d’accordo
con tutti, nessuno escluso. Sono di modi affabili, gentili, tranquilli. Offro birre, chiacchiere,
risate e sono quello che tutti adorano e che tutti
vogliono al loro fianco 365 giorni l’anno. Non
litigo mai, mi fermo a una amichevole discussione. Non mi incazzo mai, perché mi scivola
tutto. Come si dice: se non mi riguarda, va bene
così.
Poi a volte capita che la gente non mi saluta più,
sparisce, scopro che è incazzata con me, ma
non è mica colpa mia. Decidono loro di non
vedermi più, dopotutto io non gli ho fatto nulla
perché sono buono, tranquillo, non faccio male
a nessuno e vado d’accordo con tutti e voglio
che tutti vadano d’accordo.
Non posso avere colpe se effettivamente non
decido nulla e lascio fare il lavoro sporco agli altri