Emanuele Severino
Citazioni ed Aforismi

Emanuele Severino

Emanuele Severino è un noto filosofo Italiano nato il 26 Febbraio 1929

Severino e la sua definizione di Morte

Per comprendere la sua filosofia in merito dobbiamo partire dall’ incipit di “Dispute sulla verità e la morte” edito da Rizzoli

 

“L’uomo teme soprattutto la morte. È così da sempre”

“La paura viene da lontano, dall’inizio. Se la morte è l’estrema minaccia che il Dio veterotestamentario rivolge ad Adamo, qualora egli abbia a mangiare dall’albero della conoscenza, ciò significa che Dio sa che la morte è quel che Adamo teme di più. Ma una volta uscito dal paradiso terrestre è come se l’uomo si sia dimenticato della pena che gli è stata inflitta. Considera la morte come qualcosa di innaturale, accidentale – per esempio come l’effetto di un maleficio, di un’ostilità da parte di forze umane, demoniche, divine”.

 

Severino non lotta contro la morte , ma non accetta l’ idea che si nasca dal nulla e dopo la morte ci sia nuovamente il nulla.

Per Severino la questione principale da affrontare risale alla metafisica classica e riguarda la contraddizione o meno tra l’essere e il non essere o divenire .

 

L’impianto filosofico di Severino può essere così sinteticamente riassunto:

a) L’abbandono dell’essere parmenideo e la scelta del divenire provocano nell’umanità occidentale un sentimento di angoscia di fronte al niente, di nostalgia, di bisogno dell’essere.

b) L’Occidente con la logica del rimedio innalza gli immutabili per difendersi dal divenire che esso ha evocato, cioè costruisce le entità (Dio) e i valori (etici, naturali, ecc.) trascendenti e permanenti.

c) Al di sopra degli immutabili l’epistéme, cioè l’essenza originaria della filosofia, la volontà di conoscere stabilmente la verità del mondo. L’epistéme è la dimensione stabile del sapere, all’interno della quale vengono innalzati tutti gli immutabili dell’Occidente. La fede cristiana eredita i caratteri di stabilità dell’epistéme e si rivolge alle masse.

 

Un pensiero complesso ma affascinante, ispirato dalla classicità ma riletto in chiave moderna .

Un intreccio di pensieri, opere, idee e pensieri che non può lasciare indifferenti

“Ma il destino della verità è la negazione del nichilismo che concepisce come evidenza quella fede nel non essere ancora e non esser più, che rende impossibile ogni verità assoluta diversa dal contenuto di tale fede. La negazione del nichilismo consente pertanto al linguaggio di parlare dell’assoluto stare del destino della verità. Il destino della verità rende possibile il linguaggio che lo testimonia”.

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