Tiziano Sclavi

Tiziano Sclavi

Buon Compleanno a Tiziano Sclavi , romanziere , autore e fumettista italiano, padre del noto personaggio Dylan Dog

Atmosfere cupe, bigie , un po’ surreali hanno sempre caratterizzato le storie narrate da Tiziano Sclavi m ail suo personaggio più riuscito e noto è  Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo.

Le avventure di Dylan Dog sono numerose e molto conosciute, ma forse non tutti sanno che non si tratta di un supereroe. Il giovane detective infatti ha molti difetti , lo stesso Sclavi scrisse di lui:

„In effetti, Dylan Dog soffre di tante cose, ha paura dell’aereo, soffre di vertigini, a volte è depresso. Non volevo farne un vincente, un super-uomo alla Tex. Lui è uno che qualche volta perde, oppure, se vince, non vince mai completamente. In fondo, non sembra neppure un eroe del fumetto. Le mie storie non sono mai consolatorie perché l’orrore non finisce. Si ricomincia sempre da capo.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/tiziano-sclavi/

Ispirato a Francesco Dellamorte protagonista del romanzo “Dellamorte Dellamore” dello stesso Sclavi si è però deciso di trasformarlo in un americano e modificarne il nome in Dylan Dog.

Come noto Dylan è un trentenne alto e magro,  ex agente investigativo a Scotland Yard, ex alcolizzato  detective specializzato nelle indagini su  casi inspiegabili e paranormali, costellati da misteri e delitti tra realtà e illusione.

Ma il nostro “eroe”è in grado anche di  compiere viaggi fuori dal corpo, ritrovandosi in universi sovrapposti o paralleli passando attraverso la psiche umana.

Le storie sono costellata non solo da horror e parapsicologia ma anche da filosofia, scoperte scientifiche, tecnologia di avanguardia . Un mix tra innovazione e attualità che riesce a conquistare.

Tiziano Sclavi e l’invisibilità involontaria

Vi è mai capitato di sentirci invisibili tra la folla? Sclavi a mio avviso ben ci racconta questa sensazione nella citazione che segue:

 

„… Ora leggo di una nuova malattia che ho da sempre. E’ quella di chi entra in un negozio, in un ufficio pubblico, al ristorante, e nessuno sembra accorgersi di lui, tutti gli passano davanti, quando è il suo turno lo sportellista guarda il vuoto e apprende il cartello “chiuso”, il cameriere corre se chiunque alza un dito, ma non verrà mai da lui neanche se salirà coi piedi sul tavolo a sbracciarsi e gridare. La chiamano “sindrome dell’invisibilità involontaria”. e mi consola un po’. Credevo di essere molto più semplicemente una nullità come tutti.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/tiziano-sclavi/

233total visits,1visits today