Tutto come (im)previsto

“Tutto come (im)previsto” di Henry Kolt

Vorreste leggere una storia di formazione sentimentale, con un pizzico di humor?

Vi consigliamo il romanzo di esordio di Henry Kolt

 

Genere miscellaneo: un po’ romance, un po’ autobiografico, un po’ giovani adulti, un po’ revival anni Settanta.

 

 

 

 

Trama

Facendo pulizie nella cantina di casa, il protagonista ritrova una scatola contenente vecchie lettere ricevute nell’arco degli anni Settanta e, decidendo di metterle in ordine cronologico, inizia a leggerle.

Ma è grazie all’incontro con Alice, la sua indimenticabile ex, a quarant’anni dalla fine della loro relazione, che gli eventi del passato gli ritornano alla memoria.

Questa combinazione imprevista fornisce al protagonista l’occasione di ripercorrere tappe importanti della sua vita: dalle difficoltà scolastiche e relazionali con l’altro sesso, all’amore per Viola, la ragazza che per prima lo aveva fatto innamorare, fino a giungere – appunto – ad Alice, un amore importante, che lo porterà a un’evoluzione profonda e a una maggiore fiducia in se stesso.

L’intero libro ripercorre, attraverso le lettere delle due donne e di altre amiche, inframezzate con i sogni del protagonista, molte vicende dimenticate.

Alla narrazione, collocata attorno alla città metropolitana di Milano, fanno da sottofondo i principali eventi degli anni Settanta, da Piazza Fontana al post sessantotto, al rapimento Moro, all’anno dei tre papi.

Al centro dell’interesse di tutto il libro sta l’introspezione affettiva e l’evoluzione sentimentale del protagonista il quale si domanda come sarebbe stata la sua esistenza se, alcune delle cose successe, fossero andate in maniera diversa, raccontandoci dei suoi viaggi, delle sue esperienze, delle sue percezioni e portandoci, pian piano, all’epilogo delle sue avventure amorose con l’incontro della donna della sua vita.

 

Le scaramucce fra me e Alice non mancavano di certo, di solito ero io a causarle toccando
argomenti che sapevo già in partenza che fossero da evitare.
Una sera decidemmo di andare in un famoso locale del centro, nascosto fra vicoli e viuzze poco
frequentate.
Stranamente, quel giorno eravamo gli unici avventori, doveva essere una vigilia di una qualche
festività importante, di quelle in cui la gente si trincera a casa con i parenti e in pizzeria non ci va.
Poteva essere addirittura una vigilia di Natale o la notte di un Capodanno, non ricordo
esattamente.
Insomma, in quel locale c’eravamo solo noi. Il pizzaiolo fu lento a preparare le pizze, quindi
nell’attesa ci mettemmo a parlare di noi, come sempre.
«Alice, ci frequentiamo da tanto tempo» esordii, cercando di nascondere la mia timidezza.
«Sì certo, c’è qualche problema?» fece lei un po’ sorpresa.
«No, è che tu vedi anche altri, io no.»
«Non so che farci, dovresti frequentare di più la gente» rispose infastidita.
«Sì, però oramai siamo molto legati, le persone pensano che tu sia la mia ragazza.»
«E quindi cosa dovremmo fare?»
Ora si era innervosita sul serio.
«Beh, dovresti pensarci, se stai con me stai con me e basta.»
«Vuoi l’esclusiva?» mi disse, gelida.
«In un certo senso…»
«Oh, per favore, ti ripeto, basta!»
Dopo quelle parole si irrigidì alzandosi dal tavolo proprio nel momento in cui venivano portate le
nostre pizze; senza voltarsi, uscì incazzatissima dal locale.
Io non feci una piega e mi mangiai la pizza da solo, pensando che in fondo sapevo già come
sarebbe finita quella discussione. Pensai che avrei rivisto Alice una volta sbollitale l’arrabbiatura.
La mia pizza era buona, la sua non so, per me era troppo mangiare anche quella.
Pagai il conto per due e abbandonai il locale, un po’ indispettito con me stesso.

 

L’autore

Dopo aver conseguito la maturità scientifica e la laurea in scienze politiche ho svolto attività di ricerca sociale. Ho lavorato a Milano come addetto stampa in un importante ente pubblico economico nazionale curando il coordinamento di redazione dell’house organ. Successivamente mi sono trasferito a Torino specializzandomi nella formazione e in particolare nella progettazione europea in ambito education. Come responsabile internazionale di un importante ente di formazione, ho stretto relazioni con istituzioni educative e università in gran parte dei paesi UE. Negli anni ho svolto collaborazione giornalistica con testate di informazione locali e nazionali. Dal 2018 mi sono ritirato dal lavoro per dedicarmi interamente alla scrittura.

Dal 2010 cura un blog “Il Dopo di Biblioteca”  pubblicando commenti e recensioni di libri, eventi e spettacoli.

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