Vittorio Alfieri

Vittorio Alfieri

Conte Vittorio Amedeo Alfieri drammaturgo, poeta, scrittore e autore teatrale italiano

Vi proponiamo la citazione di un noto poeta italiano di cui vi abbiamo proposto un sonetto nella nostra rubrica “poesie d’autore” il 16 Gennaio 2018

Cenni su vita ed opere di Vittorio Alfieri

Vittorio Alfieri nacque ad Asti  il 16 gennaio 1749.
Nel 1758 entrò nella Reale Accademia di Torino e ne uscì nel 1766.
A conclusione degli studi viene nominato alfiere dell’esercito regio ed è assegnato al reggimento provinciale di Asti. Da questo momento comincia una lunga serie di viaggi: Alfieri passa da un paese all’altro (e da un amore all’altro) senza requie, visita prima l’Italia e poi l’Inghilterra, la Francia, la Prussia, l’Olanda, la Scandinavia.
Egli ripercorse il suo cammino formativo in un’autobiografia intitolata Vita che cominciò a scrivere intorno al 1790 (l’autobiografia era un genere di moda nel diciottesimo secolo, valgano gli esempi delle Mémoires di Goldoni o delle Memorie del Casanova).La Vita va però considerata come un racconto retrospettivo, una “riscrittura” a posteriori della propria esperienza esistenziale, dove quindi la realtà viene a volte forzata per conformarsi al pensiero dell’Alfieri ormai poeta maturo. Non mancano infatti le componenti agiografiche, visto che il proposito latente dello scrittore è quello di rapportare la propria vita alle vicende tragiche dei protagonisti delle sue opere: fornire di sé un ritratto eroico, quello di un uomo che ha lottato contro il destino e contro la società per poter affermare il proprio talento.

Nel 1783 fece stampare i primi due volumi delle Tragedie.

La tragedia è la forma artistica da lui prescelta perché la più adatta a rappresentare la sua concezione della vita basata sullo scontro tra oppressi ed oppressori, tra uomini eroici e tiranni, i quali non vanno intesi come simboli del potere assolutistico o di qualsiasi altro regime realmente esistente, ma rappresentano invece tutti quei limiti che impediscono la piena realizzazione dell’individualità umana. La libertà, che è il motivo trainante delle tragedie dell’Alfieri, non è una libertà politica, ma una libertà esistenziale. Risulta perciò chiaro come mai l’Alfieri scelga sempre personaggi già famosi, mitici, (Antigone, Saul, Bruto) per le sue opere e appare anche evidente la sua lontananza da quel “dramma borghese” che grazie a Diderot e Lessing trionfava in tutta Europa.

Dal 1785 si stabilì in Alsazia, a Colmar, alternando a questa residenza lunghi soggiorni parigini. Da qui fino al 1792 svolse un intenso lavoro, curando la stesura e l’edizione di varie opere: il trattato Del principe e delle lettere (1789), il poemal’Etruria vendicata(1786), le Rime (1789). Tra il 1787 e il 1789 pubblicò la nuova edizione delle Tragedie

Tornato a Firenze, dedica gli ultimi anni della sua vita alla composizione delle Satire, di sei commedie, della seconda parte della Vita e di traduzioni dal latino e dal greco. Nel 1803, a soli cinquantaquattro anni, muore assistito dalla Stolberg. La salma si trova nella chiesa di Santa Croce a Firenze.

 

Fonti:WeSchool e Liber Liber

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