Citazioni ed Aforismi

William James

William James è stato uno psicologo e filosofo statunitense di origine irlandese nato l’ 11 Gennaio 1842

Cenni su William James

William James, figlio del filosofo Henry senior, condivise l’interesse per la psicologia con il fratello , Henry junior.

Il lavoro intellettuale dei due fratelli può essere riassunto come una profonda analisi della psiche umana condotta in parallelo, secondo i rispettivi metodi , scienza e letteratura.

Dopo i primi viaggi in Europa, durante l’infanzia e la giovinezza, William James si laureò in medicina nel 1869, studiando la psicologia da autodidatta, per diventare infine il primo docente universitario americano in questa disciplina.

Iniziò la sua carriera alla Harvard University nel 1872, prima come istruttore e poi come assistente di fisiologia, e qui fondò il primo laboratorio statunitense di psicologia sperimentale, insegnandovi fino al 1907.

La sua opera maggiore fu pubblicata nel 1890: sono i [amazon_textlink asin=’8841638893′ text=’Principi di psicologia’ template=’ProductLink’ store=’ourfreetime-21′ marketplace=’IT’ link_id=’6019a8c0-3516-4021-88d8-17169078ec74′], che fondano le premesse del funzionalismo.

 

La riflessione di James in generale si può definire ispirata dalla continua ricerca dell’esperienza in tutte le sue forme, una ricerca che portò fra l’altro lo psicologo a interessarsi dei fenomeni occulti, frequentando spiritisti e medium.

In Italia, le opere maggiori di James furono tradotte e diffuse dallo psichiatra e psicologo Giulio Cesare Ferrari e da Giovanni Papini.

Fonte: aspi

William James e la filosofia nell’Ottocento

William James è stato definito “il primo pensatore americano con una reputazione europea”.

Da psicologo, è l’autore di un classico della disciplina nel quale i risultati delle prime ricerche sperimentali convivono in maniera originale con acute analisi introspettive; come filosofo, è uno dei protagonisti della cosiddetta età d’oro della filosofia americana ed è considerato il capofila, con Charles Sanders Peirce, di un movimento di risonanza mondiale, il pragmatismo.

L’inizio dell’attività accademica di William James coincide, negli Stati Uniti, con un periodo di profonda trasformazione delle forme organizzative del sapere.

La prima riguarda le diverse tipologie di “filosofo” lo storico del pensiero americano Bruce Kuklick ritiene che all’epoca si potessero racchiudere in tre categorie:

  • ministri e pastori della Chiesa che hanno come orizzonte di riferimento il dibattito filosofico e teologico del Vecchio Mondo.
  • I docenti di teologia dei seminari e delle divinity schools che sono sorte soprattutto nel Nordest, nel Midwest e nel Sud del Paese che un punto di vista più ristretto e sono maggiormente vincolati alle varie ortodossie confessionali, ma hanno un ruolo chiave nella formazione dei futuri pastori della Chiesa.
  • I titolari delle cattedre di filosofia nei college: sono quasi sempre ministri della Chiesa e in molti casi sono a capo dell’istituzione nella quale insegnano; il loro compito principale consiste nel fornire il bagaglio teoretico necessario ai teologi nonché nel chiarire i fondamenti dell’ordine sociale e politico.

Il clima culturale comincia a cambiare già poco dopo la fine della guerra civile.

Da una parte, la nascente società industriale americana ha bisogno di un’educazione più moderna e adatta alle sue esigenze; dall’altra, la diffusione del punto di vista evoluzionistico mette in discussione la “vecchia” teologia .

Quando, nel 1872, William James comincia la sua carriera accademica questo processo è da poco avviato.

Per parte sua, James vi contribuisce rinnovando su basi scientifiche l’insegnamento della psicologia, istituendo uno dei primi laboratori di psicologia sperimentale degli Stati Uniti, portando a Harvard forze nuove come il filosofo Josiah Royce e lo psicologo Hugo Münstenberg, e, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, lanciando un movimento che avrà risonanza mondiale, il pragmatismo.

Sarà anche tra i primi a denunciare i rischi della iper-professionalizzazione dell’università e di quella che chiama l’“industria del Ph.D”.

Nel 1878 James accetta la proposta di scrivere un manuale di psicologia per la collana “American Science” di Henry Holt. Il volume, che nelle intenzioni dell’autore e nelle speranze dell’editore doveva essere pronto in due anni, è consegnato solo 12 anni dopo, cresciuto di dimensione fino a raggiungere i due tomi e costato a James tanto tormento da fargli dire che “se anche dovesse bruciare in tipografia non mi importa, perché non lo riscriverei mai più”.

Principles of Psychology hanno grande successo e presto diventano il manuale di riferimento per i corsi di psicologia delle università americane; oggi sono un classico della disciplina.

L’impianto concettuale dell’opera si inscrive nell’orizzonte della ricezione americana della teoria evoluzionistica di Darwin.

L’intelligenza viene interpretata come uno strumento adattativo e lo sviluppo della mente come il prodotto di un processo di aggiustamento dell’organismo al proprio ambiente. In questa prospettiva, la questione cardine della psicologia non è più “che cosa è la mente” ma “a che cosa serve e come funziona la mente”.

L’analisi della coscienza contiene uno dei contributi più originali dell’opera.  James presenta la coscienza come un flusso in continua trasformazione.

Celebre è anche la teoria delle emozioni, nota come “teoria di James-Lange”, essendo stata avanzata contemporaneamente da James e dal fisiologo danese Carl Lange.

James afferma

 “uno stato mentale non è immediatamente indotto da un altro e vi si debbono frapporre certe manifestazioni del corpo, per cui la formula più razionale afferma che noi siamo spaventati in quanto tremiamo e non viceversa”.

 

Fonte: weschool

 

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