Come d’abitudine vi proponiamo un breve racconto a sfondo natalizio

Buona Lettura !

Il Villaggio ritrovato

Da quando gli androidi hanno preso il potere noi esseri umani siamo considerati creature sottosviluppate ed

inutili.
Hanno cercato in ogni modo di uniformarci, stabiliscono il nostro abbigliamento, le nostre attività, i nostri
orari e la nostra alimentazione, per limitare la
diffusione
di germi, batteri e cattive abitudini.
Mi ritengo fortunato perché quando lavoro posso fingere si essere libero. Sfreccio ad una velocità inaudita
nel cielo terso e mi sento leggero e potente, solo in mezzo al nulla.
Inserisco il pilota automatico, osservando distrattamente il display di ultimissima generazione ed infilo le
cuffie per comunicare.
< Velivolo LASTNEWS1 chiama base! Destinazione raggiunta!>
< Ricevuto. Parametri normali, velocità come da programma, condizioni meteo stabili.
Puoi iniziare le operazioni di virata per il rientro sulla pista, per oggi può bastare!>
risponde una voce metallica.
< Ricevuto. Avvio procedure di rientro e chiudo le comunicazioni!>
Digito velocemente i codici di comando, indicando la rotta, accarezzando i tasti con delicatezza, ma,
all’ improvviso , avverto uno strano vuoto d’aria e, senza preavviso, il display si spegne e la plancia
computerizzata smette di funzionare.
Cerco di mantenere la calma, non è la prima volta che mi trovo in una situazione simile; faccio il pilota sui
voli di test da quasi due anni e sono sopravvissuto molto più a lungo dei miei colleghi grazie ai miei nervi
d’acciaio e alla velocità di reazione.
So che in queste situazioni posso contare solo su me stesso, non per nulla affidano questo incarico solo a
noi esseri umani; inutili quindi sacrificabili ai loro occhi.
Premo velocemente il piede sul pedale di sblocco ed afferro la cloche meccanica, regolo l’altitudine e la
velocità assecondando la direzione e l’intensità del vento e cerco di individuare un terreno dove effettuare
un atterraggio di fortuna.
Mi trovo in una zona isolata coperta dai ghiacci del polo, riesco quindi facilmente ad individuare un punto
dove planare, ma raggiunto il terreno mi accorgo, con sgomento, di trovarmi nel bel mezzo del nulla.
Allaccio la zip della giacca dalla temperatura autoregolante ed estraggo la pedana volante dal vano di
emergenza, salgo rapidamente ed effettuo un giro di perlustrazione nei dintorni.
Sono ormai passate ore dal mio arrivo, la luna e le stelle, di cui una molto grande e con una sorta di scia
luminosa, sembrano essere le mie uniche compagne di viaggio, quando avvisto in lontananza delle luci.
Mi avvicino con cautela, questo posto ha un aspetto strano, non si tratta delle solite città invase da droni
volanti e robot ad ogni angolo.
Mi sembra di essere in un luogo magico, le costruzioni sono piccole, i tetti, triangolari e ricoperti di soffice
neve, hanno uno strano tubo da cui esce del fumo e dalle finestre si intravede una luce calda, quasi
giallognola. Osservando tramite gli occhiali laser noto che c’è del fuoco acceso, ma di quello vero, non
un’immagine olografica.
Al centro di quello che credo essere un villaggio, si erge una casa più grande delle altre, è realizzata
interamente in legno e ha un giardino stranissimo, con tante luci colorate ed un immenso albero a forma di
cono con palline colorate e lucine lampeggianti.
Si respira un’aria tranquilla e si odono dei canti gioiosi, provenienti da invisibili casse. Viene voglia di cantare
e di ballare, credo di non essermi mai sentito così allegro.
Ho i brividi e temo di incontrare creature strane e pericolose ma, allo stesso tempo, il mio istinto mi spinge a
proseguire.
Ancora prima di raggiungere la costruzione, la porta principale si spalanca ed appare un uomo; è piuttosto
alto, anziano e panciuto, porta i baffi ed una lunga barba bianca, ha le gote rosse e fa una strana smorfia con
le labbra, gli angoli sono piegati verso l’alto e la bocca sembra una mezza luna.
Si respira un’atmosfera magica, calda ed accogliente, è come se sciogliesse un po’ quel senso di freddo che
avverto sempre nel petto.
< Benvenuto mio giovane amico! Ti aspettavo, vieni entra a riscaldarti davanti al camino!>
esclama con voce baritonale e meravigliosamente vibrante, non metallica.
Lo seguo come ipnotizzato della sua cordialità e accetto con piacere il suo invito. Mi sdraio stremato sul
comodo giaciglio che mi viene offerto e piombo in un sonno profondo.
Durante la mia permanenza al villaggio ho scoperto che il mio benefattore, meglio conosciuto come Babbo
Natale, è bravissimo a preparare quella che qui chiamano “cioccolata calda”, una bevanda dolce e cremosa
che non ha nulla a che vedere con gli
intrugli
che ci costringono ad ingerire in città.
Ho sentito narrare tante storie, pare che centinaia di anni orsono, la terra fosse abitata prevalentemente da
uomini e che non ci fossero androidi e robot.
Le persone vivevano in armonia ed i bambini non nascevano in laboratorio, come ora, ma erano generati da
un atto d’amore tra un uomo e una donna.
Si racconta anche che Babbo Natale nella notte tra il 24 e il 25 dicembre si recasse nelle case per lasciare
doni a tutti i bambini volando su una slitta magica trainata da renne. In quel periodo dell’anno si festeggiava
una ricorrenza importante, chiamata appunto Natale, e tutti si sforzavano di essere un po’ più buoni e
generosi.
Grazie agli elfi, magiche e laboriose creature, sono riuscito a riparare il danno in pochi giorni e
domani farò ritorno nella mia città.
Ho una missione speciale da compiere. Mastro Elfo mia ha fatto un dono speciale, una pozione per inibire
momentaneamente i riflessi degli androidi, sarà sufficiente versarla nel serbatoio idrico principale e, nel giro
di poche ore sarò in grado di modificare i loro programmi e renderli buoni e generosi.
Così facendo potremo sperare in una convivenza civile e ristabilire un clima di collaborazione ed
uguaglianza. Sarà nuovamente possibile festeggiare il Natale.
< Un
brindisi
per il nostro amico prima della sua partenza! > esulta Babbo Natale < Buona Fortuna!>
esclamano gli elfi in coro. Sorrido felice ricambiando il loro affetto prima di salire sul mio velivolo.
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