I promessi sposi

Alessandro Manzoni – I promessi Sposi

Pandemia, sofferenza, speranza e capacità di sopravvivere e crescere

Come Renzo e Lucia, vivremo presto un periodo di quiete dove saremo chiamati a raccogliere le energie e a mettere in pratica le lezioni apprese

 

In questi giorni caratterizzati da stati d’animo altalenanti, paura, sgomento,rabbia, delusione ma anche da forza di volontà, desiderio di quiete, ricerca di nuove energie positive, ho ripensato spesso ad un classico “I promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.

Sarò sincera. Ho letto il libre moltissimi anni fa, negli anni in cui frequentavo le scuole superiori e, come molti dei testi letti per obbligo e non per scelta, non si è rivelato, ai tempi, uno dei miei romanzi preferiti.

Provate ad immaginare un’adolescente con mille grilli per la testa, tanti sogni e voglia di socializzare, crescere, scoprire, alle prese con un tomo di centinaia di pagine , stese in stile anacronistico e che racconta le vicende di una giovane donna timida, impacciata, bigotta e spesso “insipida” e di un promesso sposo ricco di buoni propositi ma assolutamente sconclusionato, confusionario, ingenuot e poco attraente ( secondo i parametri della gioventù moderna).

Il testo inoltre non è stato letto in forma completa ma “vivisezionato”, secondo un abitudine accademica comune nelle scuole italiana e poco gradita ad alcuni docenti ( primo fra tutti lo scrittore Alessandro D’Avenia, grande scrittore e uomo di cultura e comunicazione).  Si tratta comunque di un libro che, alla prima occasione, mi sono ripromessa di leggere integralmente perché ciò che non riesci a cogliere a quindici anni, talvolta, in età adulta ti appare più intuitivo e realistico.

Tornando a noi, la citazione scelta oggi è la seguente:

Il bello era a sentirlo raccontare le sue avventure: e finiva sempre col dire le gran cose che ci aveva imparate, per governarsi meglio in avvenire.

e fa parte dell’ultimo capitolo. Dopo aver affrontato mille peripezie, dopo che l’epidemia di peste sembra essersi attenuata lasciando il suo carico di morte e sofferenza, Renzo e Lucia convolano a nozze e durante le serata in compagni a dei figli e non solo Renzo ama raccontare ciò che ha appreso da questa esperienza.

Si tratta di un augurio per tutti noi, saremo capaci, quando le acque si saranno calmate, di mettere a frutto ciò che abbiamo imparato e sperare in un avvenire migliore?

 

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