Alessandro Manzoni
Citazioni ed Aforismi

Alessandro Manzoni

Lo spunto della citazione di oggi ci viene dato da un notissimo autore italiano Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni , “I promessi Sposi” ma non solo

 

Alessandro nacque il 7 Marzo 1785 a Milano da un nobiluomo e Giulia Beccaria , figlia del già celebre Cesare Beccaria.

Attratto dalla letteratura fin da giovane si formò con le opere di Vittorio Alfieri , Parini e gli illuministi francesi ma apprende con facilità anche le maggiori opere di letteratura greca e latina tanto da dedicarsi più volte alla traduzione di queste opere.

A vent’anni la madre si trasferisce a Parigi con il nuovo compagno ed il giovane Alessandro la segue.

Nel 1810 si converte al cattolicesimo dopo quello che viene definito come  il miracolo di San Rocco in cui pare che l’ autore durante il matrimonio di Napoleone l’autore ebbe una crisi di agorafobia si rifugiò in chiesa a pregare mentre la moglie sviene . Ne esce convertito e ritrova la moglie, sposata con rito calvinista un paio d’anni prima.

Dopo la conversione compone degli inni sacri e tragedie come “Il conte di Carmagnola”, dove non lo spettatore acquisisce un ruolo diverso rispetto al passato, ma anche l’ opera stessa presenta delle peculiarità inconsuete per l’ epoca ( Il tema è storico e non mitologico e la connotazione morale prioritaria, non viene segita la struttura classica basata sulle tre regole aristoteliche, il coro svolge un ruolo fondamentale in quanto trasmette il pensiero dall’ autore allo spettatore)

La sua opera più conosciuta è “I promessi sposi” ,scritto sopo il suo ritorno in Italia , che vide diverse fasi di realizzazione . La prima edizione datata 1821 per esempio riportava il titolo “Fermo e Lucia”

Manzoni attribuì un enorme importanza al tema della lingua italiana perché da lui ritenuta tassello dell’ identità italiana. Sostenne quindi la necessità di un’unità linguistica nazionale. Per le sue opere predilige il fiorentino ma pulito, semplice senza troppi fronzoli o termini pomposi.

Si rivelò un rivoluzionario letterario perché rifiutò di utilizzare schemi ormai assodati .

Nel 1821 compone anche la celebre poesia “Il cinque Maggio” in onore di Napoleone Bonaparte dove si possono individuare molti concetti “romantici” e dove il poeta esprime la sua concezione di storia come susseguirsi di eventi he travolgono l’ essere umano ma anche di fede, si valori, di interiorità. Anche qui come ne “I Promessi Sposi” si sottolinea l’ importanza della divina provvidenza come unico mezzo per dare un senso al percorso umano.

 

 

 

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