Intervista a Antonio Foti autore di La luce giusta Si parla dell'autore e del libro ma anche del progetto di solidarietà collegato
Passione scrittura

Intervista ad Antonio Foti autore di “La luce Giusta”

Come promesso abbiamo incontrato (virtualmente) per voi l’autore Antonio Foti

Scopriamo insieme qualcosa di più su Antonio, il suo libro  “La Luce giusta” e l’importante progetto collegato

Ringraziamo l’autore per la disponibilità e la cortesia. Qualora vogliate rivolgere altre domande o vogliate contattare l’autore scriveteci nei commenti o inviate una E-Mail a ourfreetimeblog@gmail.com e  vi metteremo in contatto con lui

 

  • Conosciamo prima qualcosa dell’autore. Da quanto tempo scrive ? Quando ha scoperto questa sua passione ?

Ho iniziato a scrivere oltre vent’anni fa dopo gli studi universitari inizialmente articoli sulle pagine culturali di alcuni settimanali italiani ed in altre occasioni commenti e recensioni di opere d’arte soprattutto nell’ambito della pittura contemporanea. Il passaggio alla narrativa sociale e civile ed in generale ai racconti è avvenuto grazie all’evento che ha più cambiato la mia vita conferendole un altissimo valore aggiunto : la paternità. La nascita dei miei figli mi ha aiutato a maturare la consapevolezza di dover volgere lo sguardo, con semplicità e concretezza,  sulla vita quotidiana ad un livello orizzontale soprattutto verso le famiglie e le persone più fragili, più deboli e più indifese. E’ cresciuta dentro di me la volontà di proteggere, di condividere e di raccontare a loro le storie più belle, più interessanti e più formative ed edificanti. Nel rapporto quotidiano con i miei figli ho riscoperto l’importanza di lasciare a disposizione delle nuove generazioni le esperienze, i contenuti, le riflessioni e le testimonianze maturate nel mondo del lavoro, nella mia storia familiare, nel vissuto dell’infanzia e della mia terra natia, nell’impegno sociale e civile e soprattutto nei momenti di difficoltà e di disagio. Non aveva più senso per me scrivere articoli per commentare un avvenimento culturale o per affermare una competenza su di un determinato argomento o semplicemente per difendere un punto vista rispetto ad un altro. Alla categoria dell’ego troppo spesso irruento, dominante, dissacrante e in perenne stato di competizione nell’attuale società dei consumi ho preferito raccontare le storie più costruttive e solidali del noi, del voi, dei piccoli gruppi, delle famiglie, delle associazioni e di chi crede ogni giorno nel valore sociale del servizio pubblico, dell’impegno civile, della comunità e della solidarietà. Da allora ho iniziato a scrivere racconti e storie di vita quotidiana in prevalenza della piccola provincia italiana e con particolare riferimento alle tematiche sociali e della diversità e disabilità che, per ragioni di lavoro, sono più a diretto contatto.

  • Cosa rappresenta per lei la scrittura ?

Vi ringrazio di cuore per questa domanda perché mi da l’opportunità di esprimere un pensiero al quale sono molto legato. Ho sempre pensato da lettore che ogni libro fosse uno specchio ed una cartina di tornasole dove si riflettono e si evidenziano le emozioni, l’esperienza, il vissuto e la visione generale della vita dello scrittore. Alla mia prima esperienza come autore mi rendo conto quanto la mia convinzione fosse approssimata per difetto. Nella mia scrittura sento di aver lasciato una parte intima di me, quella parte talvolta sconosciuta a noi stessi che però riemerge nei momenti della vita dove hai più bisogno di coraggio, di concentrazione, di forza d’animo e di credere in un progetto dedicando tutte le tue energie. Nella scrittura l’autore si mette totalmente in gioco nel trovare le adeguate motivazioni e finalità dei temi da trattare ed in primis, per una questione di onesta intellettuale, dovrà convincere prima se stesso della bontà e validità del suo progetto letterario. Non riesco proprio a concepire la scrittura come un esecuzione puramente tecnica realizzata con modalità asettiche, distaccate ed emotivamente neutre. Credo, al contrario, che scrivere  implichi un grande coinvolgimento emotivo e l’espressione più nobile e profonda dell’interesse e della passione dell’autore per i luoghi, le persone e gli avvenimenti dei quali decide di raccontare. C’è una bellissima citazione dell’artista Alberto Sughi che rende molto bene l’idea della sensazione che provo quando termino di scrivere un racconto :<< Il lavoro del pittore non finisce col suo quadro : finisce negli occhi di chi lo guarda>>.  Credo che quest’importante riflessione valga tanto nella pittura quanto nella scrittura ed in generale in tutte le arti figurative.

  • Il libro è una raccolta di racconti ambientati in Italia ? Conosce personalmente i luoghi in cui sono ambientati ? Ci racconti un po’ le motivazioni che l’hanno indotta a scegliere queste locations ?

Conosco, uno per uno, tutti i luoghi in Italia  dove sono ambientati i miei racconti anche di quelli che non ho avuto ancora occasione di poter pubblicare. Conoscere  un luogo è fondamentale per comprendere gli aspetti emotivi e non razionali delle storie e dei personaggi che si muovono all’interno come per un giocatore di dama e di scacchi è importante conoscere la base sulla quale si muovono le pedine. In Piemonte sono ambientati una buona parte dei racconti del mio libro, in particolare nel  Monferrato dove risiedo da più di vent’anni e dove sono nati entrambi i miei figli. Ho imparato a conoscere ed amare ogni singolo paese descritto come una parte importante della mia vita familiare. Di ogni storia narrata ho avuto la possibilità di cogliere gli aspetti più intimi e peculiari dei personaggi e l’importanza sociale del loro impegno civile e delle loro riflessioni. I racconti ambientati rispettivamente nelle regioni Lombardia, Marche e Toscana sono invece il frutto di viaggi e di piacevoli vacanze in località che mi hanno colpito, non solo per la bellezza del territorio e dei paesaggi, ma soprattutto per le storie di tenerezza, d’umanità e d’impegno sociale con le quali sono venuto casualmente a contatto. Ho voluto dare un nuovo spazio a queste storie quasi ormai dimenticate per evidenziare contenuti, idee e riflessioni d’importante attualità. I due racconti ambientati nella città di Napoli sono invece il risultato di una scelta del tutto personale. Sono figlio di questa storica città dai mille volti e dalle molteplici contraddizioni ma che sa da millenni esprimere un vissuto, una cultura e un contesto unico di emozioni e sentimenti al quale attribuiamo genericamente il termine di “napoletanità”. Questi due racconti  esprimono, anche nella diversità dei temi che affrontano, tutti gli aspetti più noti della napoletanità, soprattutto quelli più autentici, più veraci ed originali, nei quali mi identifico e che sono ormai dalla giovinezza diventati parte di me. Vi è poi un unico racconto, quello ambientato sul treno Diretto 2575 Milano Porta Genova – Alessandria, dove mio malgrado non ho potuto scegliere il luogo ed il contesto narrativo. Più che un racconto si tratta di un diario di viaggio che mi vede come comparsa del tutto involontaria di avvenimenti che descrivo come testimone e nei quali mi muovo con tutti i disagi, le incertezze e l’impatto emotivo di una tragedia. Ho fortemente voluto rendere pubblica questa storia per restituire dignità e decoro ad una giovane vita spezzata senza apparente motivo al tramonto di una bellissima giornata di fine estate. E’ il racconto dove ho trovato in generale più difficoltà nel procedere con la narrazione degli eventi perché credetemi, descrivere le proprie emozioni è molto più arduo e complesso che parlare del vissuto e delle emozioni di altre persone.

  • Il testo è collegato ad un interessante iniziativa solidale. Le andrebbe di spiegarcela meglio ? Come e quando è nata l’idea ?

La prima volta che ho varcato la soglia della Scugnizzeria, posta ai liniti tra il quartiere di Scampia ed il comune di Melito di Napoli, ho avuto subito la sensazione, frutto dell’esperienza dei miei primi capelli bianchi, di essere entrato nella “storia”. Sulla porta d’ingresso l’insegna “Sognare il sogno impossibile” mi ha fatto subito capire che le sfide e la voglia di superarle sono la passione di tutti i componenti della Scugnizzeria. A venirmi incontro con un sorriso bellissimo ed uno sguardo magnetico con i suoi occhi azzurri è Rosario Esposito La Rossa, scrittore, editore, libraio, collaboratore di testate e rotocalchi nazionali e fondatore con la moglie Maddalena Stornaiuolo della Scugnizzeria e dell’Associazione Voci di Scampia, il suo primo frutto dell’impegno sociale e civile nelle periferie di Napoli. Una personalità carismatica nei modi semplici e concreti di porsi che riesce sempre a guadagnarsi l’attenzione ed il rispetto dei suoi interlocutori  per la capacità di comunicare con umiltà, chiarezza e trasparenza. Il suo studio è semplice, essenziale, pieno di libri e di storia del territorio e ricolmo d’importanti riconoscimenti professionali in ambito letterario ed editoriale. Tra questi si evidenzia la nomina del Capo dello Stato a Cavaliere al merito della Repubblica Italiana per il suo impegno sociale ultra decennale nella difficile realtà di Scampia a sostegno dei giovani, della cultura, dello Sport, dell’ambiente e della legalità. Ho avuto il privilegio di poter interloquire con lui per qualche ora e conoscere da vicino le  peculiarità  e le potenziali della Scugnizzeria e ho potuto conoscere nei dettagli un progetto, unico ed irripetibile, nel panorama culturale italiano. La Scugnizzeria è costituita da tante anime e progetti fortemente connessi e complementari tra loro : è un enolibreria dove è possibile acquistare ed ordinare libri delle principali case editrici indipendenti italiane, cd musicali, audiolibri e vari prodotti tipici del territorio campano,  è un laboratorio sociale dove tutti gli “scugnizzi” del territorio sono invitati a partecipare alle diverse attività che si svolgono al suo interno, è una scuola di teatro, di cinema, di recitazione per ragazzi e dove è possibile frequentare anche corsi di scrittura creativa e fotografia, è un ospedale dei libri dove vengono curati, riparati e riconsegnati i libri affidati ed un laboratorio d’arte creativa  dedicato alla memoria dell’artista Piergiorgio Welby,  è un isola ecologica dove poter consegnare olii esausti, lampadine e medicinali scaduti, è una radio a sostegno delle attività della Scugnizzeria e della diffusione della lettura e della cultura del libro, è la sede della redazione delle case editrici Marotta&Cafiero e Coppola Editore (www.marottaecafiero.it); è uno spazio per casting e ricerca di nuovi attori e comparse per il cinema, è un luogo d’elezione per la presentazione dei libri, per i cineforum e per le iniziative culturali editoriali. Infine, all’interno della Scugnizzeria nasce il progetto “Mammarelle”, uno spazio tutto al femminile dove le donne di ogni età e condizione possono unirsi e realizzare insieme prodotti artigianali low-cost per sottolineare la capacità di essere madri ed imprenditrici nello stesso tempo. Ogni prodotto realizzato all’interno di questi  laboratori sono orgogliosamente “made in Scampia”. .Ho conosciuto molti giovani del gruppo di lavoro della Scugnizzeria e sono rimasto positivamente impressionato dalle loro idee, dall’impegno sociale, dalle capacità tecnico-organizzative e dalla loro grande creatività e voglia di fare. Il libro “La luce giusta” nasce con il semplice intento di sostenere e dare voce, per quanto possibile, ad un esperienza umana e professionale di altissimo valore sociale e che riveste sempre più importanza  per la formazione e l’orientamento dei ragazzi e degli adolescenti della realtà di Scampia per i quali è diventata un insostituibile punto di riferimento. Continuo ad intravedere nel lavoro costante ed infaticabile di questo gruppo di artisti uno dei temi prediletti di Martin Luther King : la rivoluzione culturale non violenta che parte dalle grandi periferie dimenticate per testimoniare il diritto ad esistere ed ad essere unici ed orgogliosi protagonisti della propria vita.

  • Finga per un istante di trasformarsi in uno dei protagonisti dei suoi racconti e, vestendo i suoi panni, spieghi ai possibili lettori perché acquistare il libro.

Buongiorno, mi chiamo Giuseppe Ricciardi e sono il pizzaiolo del locale “Da mio fratello” di Napoli.  Fin dalla tenera età ho conosciuto il disagio delle famiglie numerose con reddito incerto e le difficoltà di un tessuto sociale povero di opportunità, pieno di squilibri socioeconomici e di aree di sottosviluppo. Ho cercato con grande impegno ed umiltà di costruirmi nel tempo una professionalità fondata sul lavoro di squadra, sull’aiuto reciproco e sulla condivisione degli sforzi e dei risultati. Ho messo a disposizione del mio titolare delle competenze che hanno aumentato la notorietà e la fortuna del locale e restituito alla realtà del quartiere dei piccoli ma importanti benefici economici. Sono convinto che ciascuno di noi può fare di più per attenuare o lenire i problemi della propria comunità senza necessariamente sentirsi persone speciali o degli “eroi”. Ho imparato dalla mia modesta esperienza a non attendere un evento per agire nel mio quartiere, a non rimanere a guardare dalla finestra le problematiche lasciando ad altri l’onere di prendere iniziative.  Ho scoperto quanto sia bello e gratificante accendere negli occhi di chi è meno fortunato una speranza, un volto amico, una nuova possibilità per ripartire o il sollievo di un disagio da poter superare insieme. Sentire nel cuore l’appartenenza alla propria comunità e come vivere le gioie ed i dolori di una famiglia allargata dove ognuno può essere protagonista del bene comune. Mi permetto di suggerirti una modalità semplice ed immediata di sostenere un iniziativa che non ha precedenti nel mondo della cultura e dell’editoria italiana : La Scugnizzeria.

Prenota subito, per cortesia, sul sito www.marottaecafiero.it l’acquisto del libro “La Luce giusta”. Oltre a contribuire alle molteplici attività culturali di questo originale laboratorio sociale che costituisce sempre più un importante riferimento per i giovani del quartiere Scampia di Napoli, potrai conoscere più da vicino la storia che ho da raccontarti. E se un giorno, di passaggio a Napoli, mi concederai il piacere di conoscerti e di ospitarti, presso la premiata pizzeria “Da mio fratello” in via Pignasecca presso i gradini di S. Liborio a pochi passi da Piazza Carità nel cuore del centro storico della città, ti farò degustare una delle migliori pizze della tradizione partenopea e tante altre cose buone che non puoi nemmeno immaginare.  Ti ringrazio di cuore, in ogni caso, per la tua cortese attenzione e per quanto ti sarà possibile fare a nome di tutti gli scugnizzi di Scampia.

 

 

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