Recensione "Il grande attacco"
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OurFreeTime recensione “Il grande attacco” di Kenji Albani

Ingegno e spirito di sopravvivenza di un giovane coreano arruolato nell’esercito russo durante la seconda Guerra Mondiale

Prima di raccontarvi le mie impressioni vi presento brevemente questo lungo racconto.

La Storia

Cosa ci fa un coreano nell’Armata Rossa? A momenti neppure lui, Ri Song Gun, lo sa. Ma è così. Ed eccolo nella capitale del Terzo Reich agonizzante. Mentre “Il crepuscolo degli dei” è in atto, il suo comandante lo incarica di trovare il responsabile del traffico di armi fra sovietici e tedeschi. Potrebbe essere una missione di tutto comodo se, nel frattempo, non si sparasse più.

Ri Song Gun non ne vuole sapere di combattere. Men che meno per i russi che l’hanno catturato a Khalkin Gol. Ma la vita è grama, soprattutto se Hitler ha invaso la Russia, e Stalin ha bisogno di quanti più uomini possibile.

Forse Ri è un pessimo soldato. Ma, avendo collaborato con la polizia coloniale giapponese in Corea, ha delle doti investigative. Il maggiore lo incarica di trovare chi rifornisce di armi i tedeschi. È un graduato sovietico! Poco tempo e lo scandalo può scoppiare. Ri è affiancato da Arkadij, da Ufa, un imbecille; ma un vero gorilla.

Fra battaglie all’ultimo sangue, molti morti, tanti sacrifici, con il Papasha fra le strade di Berlino, Ri cerca di indagare. Ma qualcuno fa di tutto per intralciare l’inquisizione.

 

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L’opinione di Lella

Un racconto interessante, ricco di spunti. Lo stile è molto “visivo”, ricco di dettagli e con un ritmo rapido ma cadenzato, numerosi dialoghi e periodi brevi. Una narrazione che fa facilmente immaginare una rappresentazione fumettistica della storia, forse per “deformazione personale” dell’autore che ben conosce il mondo grafico. Ho scoperto aspetti intrigante relativo a quel periodo storico, mi sono immedesimata nel protagonista e ne ho apprezzato l’intelligenza, l’ingegno e lo spirito di sopravvivenza. Se posso permettermi un consiglio, metterei delle note con la traduzione dei termini  stranieri ( russi e tedeschi in prevalenza) per rendere più chiara e diretta la trama.

SCONSIGLIATO: A chi cerca scene belliche dettagliate, a chi vuole una storia lunga e dettagliata, a chi crede che gli eserciti siano solo esempi di rigore e valori patriottici

CONSIGLIATO: A chi cerca una narrazione breve ma intensa, a chi non ha paura di riconoscere che in guerra i compromessi sono all’ordine del giorno e che non esistono solo buoni e cattivi ma è necessario valutare un contesto più ampio

 

Lella Dellea

www.ourfreetime.it

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