Recensione Il mio tutto
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OurFreeTime Recensione “Il mio tutto” di Chiara Zaccardi

Oggi vorrei raccontarvi al storia di due ragazzi…

Un romanzo toccante sull’accettazione della propria e dell’altrui diversità e sul difficile percorso che una simile scelta comporta.

 

 

 

LA MIA OPINIONE
Il romanzo è una lunga narrazione, un succedersi di eventi e di emozioni narrati da due adolescenti. Davide, apparentemente fragile, ha da tempo imparato a guardarsi dentro, a riconoscere il suo vero io anche se il più delle volte non è soddisfatto di ciò che vede. Ha un’anima pura, intatta, sincera fino a rasentare l’ingenuità, spesso permette agli altri di ferirlo e si esprime principalmente attraverso il disegno e la pittura. Cristian, al contrario, è il tipico ragazzo “perfetto” , capace, benestante, bello, apprezzato e ammirato ma “costretto” in qualche modo in un clichè. Tra bullismo, confessioni, scoperte, avventure e disavventure, il legame tra i due si sviluppa con un andamento sinusoidale, come una lunga corsa sulle montagna russe. La scrittura è fluida, priva di vocaboli troppo complessi o di costruzioni semantiche troppo articolate, adatta all’età dei due protagonisti. In alcuni tratti avrei apprezzato maggior approfondimento degli stati d’animo e i tempi non sono, a mio avviso, distribuiti in modo ottimale, lasciando troppo spazio alla parte centrale e procedendo in modo troppo rapido sul finale.
Nel complesso una buona lettura, fonte di spunti di riflessione.

SCONSIGLIATO: A chi non ama gli M/M, a chi cerca azioni e comportamenti da “adulti”, a chi non crede nella capacità di rinunciare a tutto per un sentimento o un legame

CONSIGLIATO: A chi vuole vedere il mondo con gli occhi di due adolescenti, a chi non giudica istintivamente la diversità.

 

Avrei dovuto prevederlo. Sapevo che a essere sincero non ci avrei guadagnato niente.

L’avevo già sperimentato nella mia vecchia scuola.

Perciò papà mi ha imposto di venire qui.

Era stanco dei miei casini e si augurava che le cose, in un posto nuovo, sarebbero state diverse.

Solo che non possono essere diverse perché io sono la stessa persona di prima.

Quello che mio padre non capisce, quello che alcuni compagni stronzi non capiscono, è che la mia non è una scelta:

non ho scelto di essere come sono, allo stesso modo in cui non scegli il tuo aspetto fisico o le tue attitudini.

O forse il problema è che non riesco a gestire bene la scuola.

Non mi riferisco ai voti, non in questo momento.

Mi riferisco alle lezioni di ginnastica.

Anzi no, nemmeno, mi riferisco alle lezioni di ginnastica con Cristian.

Tralasciando il fatto che, dal momento in cui ho detto la verità, negli spogliatoi mi stanno tutti lontano come se potessi aggredire sessualmente qualcuno

e che mi escludono dai giochi lanciandomi frecciatine allusive, gli spogliatoi sono terribili.

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