Rece Il suicidio dell'arciere
fantasy/fantascienza,  Passione scrittura,  recensioni

OurFreeTime Recensione “Il suicidio dell’arciere” di Danilo Di Pinto

Coraggio e determinazione, una vita dedicata all’onore e alla giustizia

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La mia Opinione

Definirei questo testo un ottimo spunto di riflessione. Ho trovato molto affascinanti alcune figure e ammiro la capacità dell’autore di descrivere in modo accurato e diretto le ambientazioni e le situazioni. A mio avviso la trama è criptica, non immediata. I fatti vengono narrati in un susseguirsi di presente, passato e qualche scorcio di prospettiva futura, il che è un bene per la “dinamicità” del racconto ma a volte confonde. Da lettrice amo in particolar modo ricercare in ciò che leggo emozioni, sentimenti, tormenti e passioni tanto da trascurare spesso l’aspetto più “tecnico” e concentrarmi maggiormente su quello emotivo. Ad una lettura superficiale questa narrazione appare fredda, come se i protagonisti recitassero una parte affidata loro dal destino senza provare realmente qualcosa. Come spesso accade però l’apparenza può ingannare e le cose belle si scorgono solo dopo aver fatto uno sforzo per cercarle e la lettura di questo testo è esattamente questo. Dopo aver compreso la “chiave di lettura” mi si è aperto un modo diverso ed è stato stimolante cercare tra le righe ciò che le parole non dicevano in modo diretto

SCONSIGLIATO: A chi cerca una lettura rapida, leggera, senza particolare concentrazione o attenzione
CONSIGLIATO: A chi ama curiosare, scoprire, interpretare ciò che ha di fronte per imparare qualcosa di nuovo anche dalla lettura di un romanzo.

 

 

 

Nel paese tutto si fermò.
I tre continuavano a camminare lungo la via che arrivava da sud quasi non notando ciò che avveniva intorno.

Uno dei tre, messo leggermente avanti, sembrava sapere esattamente dove andare, mentre gli altri continuavano a seguirlo come un’ombra.

Anche il lupo grigio, che continuava a camminare al fianco del capo gruppo, tenendosi sempre un passo dietro, avanzava con la testa bassa, non badando all’ambiente circostante.

La presenza di lupi in quelle zone non destava più tanto clamore tra gli abitanti del paese, ma uno così grosso non era facile vederne in giro,

e sicuramente nessuno ne aveva mai visto uno così vicino alle zone abitate.

Il loro incedere continuava costante.

Non erano minimamente intimoriti, né preoccupati dei tanti abitanti che li fissavano incuriositi,

nel paese tutto si era fermato nel momento stesso in cui gli stranieri avevano messo piede nel loro mondo.

Un vecchio intento a pulire delle armi all’interno della sua bottega vide dalla finestra quella scena come un ripercorrersi di un evento già vissuto altre volte,

quindi posò gli arnesi che reggeva e lentamente uscì per guardarli meglio.

 

 

Cogliamo l’occasione per segnalarvi  che nello scorso mese di dicembre è stato pubblicato il secondo capitolo con il titolo: Il racconto del corvo “il suicidio dellarciere “

Dellea Raffaella

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