Recensione Dannati

“Dannati – Il male non muore mai …” di Glenn Cooper

Oggi parliamo di un romanzo intrigante e coinvolgente.

L’autore non è un emergente ma un volto noto, uno scrittore molto amato dagli appassionati del mistero e dell’intrigo: Glenn Cooper

“Dannati- Il male non muore mai …” è il sesto romanzo di Glenn Cooper, primo libro della trilogia Dannati,pubblicato per la prima volta nel 2014.

Una storia mozzafiato che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima riga, uno di quei libri in cui giri pagina dopo pagina senza riuscire a smettere. Personaggi intensi ed interessanti, vicende surreali ma affascinanti, un mix tra fantasia e realtà, storia e attualità e un finale non scontato. In un primo momento sono rimasta sorpresa, poi ho iniziato a capire la logica degli eventi e mi sono concentrata maggiormente sull’interpretazione che l’autore da ai personaggi storici e alla filosofia che domina la strana ambientazione in cui si svolgono i fatti. A poche pagine dal termina credevo di aver intuito il finale e ne ero quasi delusa, trovandolo un po’ scontato ma … Glenn Cooper non vende milioni di copie a caso e con un colpo da maestro ha ribaltato la situazione, lasciandomi con poche certezze e mille dubbi oltre al forte desiderio di acquistare e leggere i due volumi successivi; cosa che mi riprometto di fare a breve.

Lo stile è indiscutibilmente chiaro e il lettore si immedesima facilmente nei personaggi , anche se Cooper non si sofferma in descrizioni troppo accurate e non descrive esplicitamente gli stati d’animo e la  psicologia di Emily e Jhon.  Lai una donna bella, colta, intelligente e determinata, lui un ex soldato con tante cicatrici nel corpo e non solo ma dotato di una tempra e di una determinazione invidiabili.

 

Sicuramente un libro da leggere, o dovrei dire da “divorare”, 500 pagine lette in tre giorni.

 

CONSIGLIATO: A chi già conosce e apprezza questo autore, a chi cerca una storia tra fantasia e realtà, a chi non si stupisce facilmente, a chi ama scenari surreali e fantasiosi

SCONSIGLIATO: A chi vuole scene cruente, a chi è troppo sensibile, a chi non ama i mix storici, a chi è troppo superstizioso

 

NB: Interessante che l’autore ritenga il genere femminile meno crudele e cruento di quello maschile, un aspetto su cui riflettere

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