Recensione del romanzo di Francesca Borrione "L'uomo che attraversò il tempo per me"

Recensione “L’uomo che attraversò il tempo per me” di Francesca Borrione

Sareste disposte a mettere in discussione le vostre certezze?

A volte, per paura o insicurezza, ci creiamo un personaggio da mostrare agli altri e a noi stessi, ma se un giorno una voce fuori campo ci facesse riflettere?

Queste e molte altre domande nel romanzo “L’uomo che attraversò il tempo per me” di Francesca Borrione nella veste proposta da Tulipani Edizioni

 

La mia opinione

Una lettura interessante, un racconto ben studiato, a tratti lento, che permette di immergersi nel mondo di Selma, la protagonista. I personaggi sono ben delineati e descritti con gli occhi e le emozioni della protagonista. Una vita normale, come tante, una ragazza priva della fiducia in se stessa, di quella spinta verso il rischio, la sperimentazione, l’amore, la vita ma scossa da un evento semplice e destabilizzante al tempo stesso. Emozioni, sorrisi, rabbia, curiosità, tenerezza e molto altro … un viaggio verso il cambiamento, sempre con il fiato sospeso e mille dubbi sulla decisione che prenderà Selma e sulla bontà delle sue scelte. Immedesimarsi in questa giovane donna è stato semplice e complesso al tempo stesso per me, ho riscontrato analogie e differenze, talvolta i sono anche arrabbiata con lei, per la sua impulsività e l’incapacità di agire in modo razionale! Un libro avvincente ed intrigante. Lo stile è fluido, scorrevole, le descrizioni sono accurate al punto giusto senza appesantire troppo le scene ma dando la giusta dose di particolari. Qualche piccolo refuso c’è ma quando la vicenda “mi prende” non li noto e proseguo con la lettura, pagina dopo pagina, scoperta dopo scoperta, sorpresa dopo sorpresa, in questo caso fino alla parola FINE.

CONSIGLIATO: A chi non da nulla per scontato, a chi crede nei sentimenti anche nei casi apparentemente “senza speranza”, a chi non si ama abbastanza, a donne che vogliono cambiare, a chi ama le storie ricche di emozioni
SCONSIGLIATO: A chi deve scoprire la soluzione analizzando tutti i dettagli, a chi crede che non possa esserci una strada diversa dalla routine, a chi non è disposto ad uscire dalla zona di confort.

 

La mia vista è annebbiata, tutti hanno un’opinione
su dove dovrei indirizzare la mia rotta e io non so
cosa fare.
«Non so perché tutti continuate a dire le stesse
cose» sbotto. «
Che sono difficile, che devo sapermi accontentare,
che mi aspetto troppo… e se non fosse così? Voglio
dire, se foste voi a non capire?».

«Selma» ribatte Laura quasi scusandosi di apparte-
nere a quella cerchia di persone. «Io non voglio che

cambi, non voglio che ti accontenti. Ma che tu riesca a
fare un po’ di autocritica».
«Sono sempre io ad essere sbagliata, vero? Mentre
gli altri non hanno alcuna responsabilità!».
«Devi dare una possibilità alle persone» ripete lei,

come ha fatto già qualche minuto fa.«E questo che significa?».

«Un esempio? Tu rispondi per monosillabi, quando
un ragazzo cerca di parlarti».

 

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