Sei il mio effetto collaterale
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“Sei il mio effetto collaterale” di Isabella Vanini

La differenza d’età è un ostacolo insormontabile?

Potreste chiederlo a Giulia e Daniele che, in modi diversi, devono far fronte ad una forte attrazione nonostante le differenze anagrafiche

Sinossi

Si può perdere la testa se la differenza di età è tanta? Sembra di sì, quando la trentaquattrenne Giulia incontra Daniele di soli diciotto anni. Complice lʼopen night alla scuola superiore dove lei vorrebbe iscrivere il figlio lʼanno seguente, in Giulia si risvegliano desideri profondi e incontrollabili. In fondo è divorziata e dunque libera, ma benché un futuro insieme a quel ragazzo sia inimmaginabile e impossibile, non riesce a resistergli. Diversa è la reazione di Daniele, che si accorge delle attenzioni insistenti della donna e le trova fastidiose e fuori luogo, quasi inquietanti. Ma per quanto si ostini a volerla rifiutare, i piani del destino per fargliela incontrare o anche solo pensare sono in agguato. Cosa accadrà quando sarà il momento, considerando che niente è facile e “forze sinistre” impersonate dagli stessi familiari minacciano qualsiasi sicurezza?

 

 

card sei il mio effetto collaterale isabella vanini
card sei il mio effetto collaterale isabella vanini

Breve biografia Isabella Vanini

 

Isabella Vanini ha iniziato a scrivere e pubblicare fumetti cartacei dal nome “Piccole Tracce”, oltre a poesie su inserti di giornale, riviste del settore e siti online. Con lo pseudonimo di Evelyn Storm è diventata blogger e ha collaborato con riviste letterarie, blog/siti e case editrici. Ha ideato un racconto di gruppo con altri ventidue autori e ha continuato a pubblicare poesie e racconti su diverse antologie di case editrici e siti, oltre che romanzi. Tra i tanti ricordiamo “Incontriamoci allo Sweet Temptations”, edito da Delos Digital. Di recente è tornata al vero nome, pubblicando “Natale sugli

 

Isabella vuole farvi sapere che …

 

Il libro è dedicato alle mie gatte. L’ho iniziato un anno fa con Julie, che ora non c’è più, e l’ho finito adesso con Sophie, di appena dieci mesi. L’open day di mio figlio mi ha dato l’ispirazione giusta, facendomi vedere Daniele, che quindi esiste per davvero e si chiama proprio così. Giulia, invece, è una mia invenzione. Ma insieme, in un certo qual modo, funzionano. O forse… non dico di più per non rovinare la sorpresa ai lettori.

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