Il bacio sulla Fronte Sara Bontempi

Nonno Pasquale e “Il bacio sulla fronte” per ritrovare gioia

Può un libricino piccino, poco più di 50 pagine, trasmettere il vero senso della famiglia e della felicità? Dopo aver letto “Il bacio sulla fronte” non posso che rispondere Si!

Le chiavi di questo testo sono due: semplicità e genuinità. Valori profondi seppur così istintivi e naturali.

Recensione attraverso il metodo CEA ( Curiosità, Emozione, Abitudine) del romanzo di Sara Bontempi

In passato ho detto e recensito diversi testi su richiesta e gratuitamente. Lo scorso anno le recensioni sul blog si sono notevolmente ridotte perché sono diventate un servizio a pagamento in cui mi impegno a leggere, valutare e commentare da lettrice ma fornisco anche un’analisi più dettagliata via email all’autore.

“Il bacio sulla fronte” è un’eccezione. Quest’anno infatti ho deciso di pubblicare anche delle recensioni gratuite ma non su richiesta, per il semplice desiderio di condividere con voi le letture che mi colpiscono maggiormente.

Ho avuto la fortuna di conoscere, seppur virtualmente, Sara qualche mese fa. Abbiamo collaborato in un paio di occasioni e la ritengo una persona estremamente solare, energica e positiva quindi quando mi ha comunicato di aver pubblicato un libro non ho esitato ad acquistarlo.

La curiosità in questo caso era doppia: il desiderio di toccare con mano lo stile di Sara e quello di scoprire analogie e differenze sul periodo della nostra infanzia ( visto che abbiamo più o meno la stessa età e abbiamo vissuto i primi anni della nostra vita in una zona geografica molto simile.)

Le emozioni non sono certo mancate! Gli episodi narrati mi hanno fatto più volte sorridere, mi hanno ricordato come gioia, serenità e allegria siano spesso legate alle piccole cose anche se tendiamo sempre a cercarle all’infinito. Una dolce nostalgia mi ha avvolta ripensando alle castagne cotte sul fuoco, alla stufa a legna usata non solo per scaldare ma anche per cucinare, alle domeniche a casa dei nonni, al nonno che con un sorriso riusciva a riempirti il cuore. Sara è stata molto abile a mio avviso, ha raccontato i vari episodi in modo chiaro, trasparente, sentito e questo fa sì che il lettore si immedesimi in quella bimba, come se riuscisse a vedere il mondo attraverso i suoi occhi.

“Durante l’autunno, le nostre domeniche al Capannone dai nonni si trasformavano in avventure alla ricerca, nei boschi circostanti, di funghi e castagne.”

Al termine della lettura, nella sezione dedicata all’abitudine riepilogo brevemente il tempo dedicato alla lettura. In questo caso, come dicevo all’inizio dell’articolo, si tratta di un racconto di circa 60 pagine leggibile in meno di 2 ore in totale. Per abitudine, appunto, dedico almeno 30 minuti della mia giornata alla lettura ( in media tra le 15 e le 20 pagine) e per leggere un romanzo necessito di più giorni ma in questo caso l’ho letteralmente divorato ( complice il periodo di ferie, la brevità del testo, lo stile fluido e spontaneo), così in un solo pomeriggio l’ho letto dall’inizio alla fine!

Riflessioni e consigli su “Il bacio sulla fronte”

Alla fine di una lettura cerco sempre di individuare dei messaggi, dei significati più o meno nascosti tra le righe, dei consigli che i personaggi o l’autore stesso potrebbero avermi trasmesso.

In questo caso potrei sintetizzare il tutto in questi punti

  • Agli occhi di un bambino affetto, calore umano e fantasia rendono tutto magico e meraviglioso. Ogni tanto dovremmo ricordarcelo e ritrovare il fanciullino che c’è in noi ( come suggerisce un grande autore: Giovanni Pascoli)
  • I legami profondi resistono anche alla lontananza e al passare del tempo
  • Mostrare al mondo una parte di noi, della nostra storia e della nostra “anima” è una dimostrazione di coraggio e di autenticità. Non abbiamo morivo di bloccarci, di temere il giudizio o di nasconderci se non desideriamo farlo.
  • Anche un racconto di poche pagine può arricchire chi legge

CONSIGLIATO: A tutti seppur per motivi diversi

SCONSIGLIATO: A chi crede che gli unici libri che abbiano ragion d’essere siano i tomi di saggistica o i testi didattici senza valorizzar o comprendere il valore della narrazione pura, dell’emozione e della condivisione

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